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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:10 - Lettori online 946
MODICA - 20/01/2015
Cronache - Il terzetto di ladre aveva preso di mira un appartamento del quartiere Dente

Tre ladre in casa con neonato al seguito

I controlli disposti dal questore Giuseppe Gammino e coordinati a Modica e nei comuni limitrofi dalla dirigente del commissariato Maria Antonietta Malandrino stanno procedendo in maniera capillare Foto Corrierediragusa.it

Tre donne rom, di cui una minore di 15 anni, se ne andavano in giro a svaligiare case portandosi appresso addirittura un neonato di pochi mesi, figlio di una delle tre ladre. L’ultimo tentato colpo è stato fatale al terzetto di ladre, dal momento che sono scattate le manette della polizia. Le rom avevano preso di mira un appartamento del quartiere Dente. Avevano suonato con insistenza il campanello per accertarsi che la casa fosse vuota, e, non ottenendo risposta, avevano cominciato ad armeggiare con la serratura del portone d’ingresso. Ma gli inquilini, che avevano deciso di non aprire, accorgendosi delle mosse delle ladre dallo spioncino, hanno chiamato il 113, chiudendo la porta a doppia mandata. Un gesto che ha messo sul chi vive le ladre che se la sono filata. Ma dalle testimonianze raccolte gli agenti del commissariato di Modica hanno individuato e bloccato l’auto alla periferia cittadina con a bordo il terzetto di ladre e il neonato. Nel portabagagli attrezzi atti allo scasso, una chiave adulterina e vari oggetti di probabile provenienza furtiva.

La serba Vesna Maric, 25 anni, è stata rinchiusa nella sezione femminile del carcere di Catania; a Sabrina Radosavljevic, 21enne nata a Torino, sono stati concessi i domiciliari (da sx nella foto) per consentirle di poter accudire il figlioletto, mentre la 15enne è stata condotta nell’istituto minorile carcerario di Caltanissetta.

I controlli sul territorio, disposti dal questore Giuseppe Gammino e coordinati a Modica e nei comuni limitrofi dalla dirigente del commissariato Maria Antonietta Malandrino stanno procedendo in maniera intensificata, nonostante la carenza di organico, per far fronte alla microcriminalità riacutizzatasi soprattutto nello Sciclitano con gli ultimi «assalti» di malviventi armati e incappucciati nelle case dei residenti, uno dei quali si è difeso sparando in aria diversi colpi di fucile regolarmente detenuto. Intanto alla buon’ora a Modica sono in corso i lavori di installazione delle videocamere pubbliche del sistema di telesorveglianza. Si comincia dal quartiere San Paolo, teatro di faide, a volte sanguinose, tra modicani e cittadini stranieri, con contestuali furti in appartamento.


SCHIFIU!!
20/01/2015 | 21.33.15
Gianni

Mandatele in Siberia!