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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 17:16 - Lettori online 877
MODICA - 22/11/2014
Cronache - Lo rende noto il legale dell’azienda agricola modicana coinvolta nell’indagine

Niente mucche "dopate" a Modica: tutto dissequestrato

Il dissequestro deciso dalla procura di Brescia restituisce serenità alla zootecnia iblea e sicurezza ai consumatori Foto Corrierediragusa.it

Si spegne almeno nel Modicano la eco delle mucche "dopate": è stata difatti disposta dalla procura di Brescia la revoca di tutto quanto oggetto di sequestro ad una azienda agricola di Modica, bovini e latte compresi, non sussistendo alcuna problematica di adulterazione di latte e carni. Lo rende noto l´avvocato dei titolari dell´azienda modicana Francesco Biazzo il quale precisa che i suoi assistiti non hanno mai avuto niente a che fare con i farmaci illeciti che sarebbero stati utilizzati per aumentare la produzione del latte delle mucche di almeno il 20%. I consumatori del territorio ibleo non hanno quindi nulla di cui preoccuparsi. Il dissequestro deciso dalla procura di Brescia restituisce serenità alla zootecnia iblea e sicurezza ai consumatori.

L´indagine dei carabinieri aveva fatto luce su un vasto traffico illecito di somatotropina bovina, sostanza vietata proveniente dall’estero e venduta in flaconi e siringhe ad allevatori di bovini da latte insieme ad altri farmaci veterinari in buon parte del Paese e provenienti dal mercato nero privi, quindi, di prescrizione e registrazione. I farmaci irregolarmente introdotti in Italia, come accennato servivano a far aumentare fino al 20% la produzione di latte del bestiame trattato. Le perquisizioni, eseguite dai militari all´interno di aziende commerciali e zootecniche, avevano portato all´ulteriore sequestro probatorio di 16 allevamenti, 4 mila capi di bestiame, 55 chili di sostanze farmacologicamente attive (tipo aspirina ed antibiotici) illegali e da sottoporre ad analisi, centinaia di confezioni medicinali veterinari irregolari, registri di carico e scarico di farmaci veterinari irregolarmente compilati, nonché 80 mila litri di latte sottoposti a vincolo sanitario, per un valore complessivo stimato in circa 30 milioni di euro.