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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:23 - Lettori online 1048
MODICA - 31/10/2014
Cronache - Nell’ambito di una vasta operazione condotta dai carabinieri in tutta Italia

Mucche "dopate" e latte sequestrato: cosa mangiamo?

Sotto sequestro pure 80 quintali di latte pronti per essere venduti in tutto il territorio ibleo e non solo Foto Corrierediragusa.it

Un danno all´immagine incalcolabile è stato arrecato alla zootecnia iblea dopo che si è scoperto che c’è pure un’azienda zootecnica con sede in territorio di Modica tra quelle scoperte e sequestrate dai carabinieri del nucleo antisofisticazioni nell’ambito del vasto traffico di farmaci veterinari illeciti ramificato in quasi tutta Italia da somministrare a bovini per aumentare la produzione di latte: in pratica le mucche venivano «dopate» produrre più latte che poteva però essere potenzialmente dannoso per la salute di chi lo beveva. Il titolare dell’azienda zootecnica modicana posta sotto sequestro è stato denunciato, e, oltre all’azienda sita nelle campagne modicane, sono stati sequestrati pure 339 bovini da latte e 80 quintali di latte pronti per essere venduti in tutto il territorio ibleo e non solo.

Un settore danneggiato in modo quasi irreparabile, quello della produzione del latte negli iblei, peraltro già in ginocchio da anni a causa della crisi. E tra le gente cresce, giustamente, la psicosi: cosa mangiamo davvero quando ci sediamo a tavola? Parecchie le richieste giunte in redazione da parte di coloro che vorrebbero conoscere il nome dell´allevatore modicano denunciato, per mettersi in guardia. Ma in casi del genere la legge vieta di diffondere le generalità del denunciato. E intanto cresce la preoccupazione mista alla rabbia.

Tornando alle indagini, a Verona è stato invece fermato il veterinario che smerciava praticamente in tutta Italia il farmaco vietato che allevatori senza scrupoli somministravano ai bovini da latte. Il veterinario, insieme agli altri indagati, tutti professionisti del settore zootecnico, è stato trovato in possesso di una quantità ingente di farmaci veterinari privi di registrazione e autorizzazione all´immissione in commercio.

L´indagine ha quindi permesso di far luce su un vasto traffico illecito di somatotropina bovina, sostanza vietata proveniente dall’estero e venduta in flaconi e siringhe ad allevatori di bovini da latte insieme ad altri farmaci veterinari, provenienti dal mercato nero privi, quindi, di prescrizione e registrazione nonché irregolarmente introdotti in Italia, che servivano a far aumentare fino al 20% la produzione di latte del bestiame trattato. Le perquisizioni, eseguite dai militari all´interno di aziende commerciali e zootecniche, hanno portato all´ulteriore sequestro probatorio di 16 allevamenti, 4 mila 079 capi di bestiame, 55 chili di sostanze farmacologicamente attive (tipo aspirina ed antibiotici) illegali e da sottoporre ad analisi, centinaia di confezioni medicinali veterinari irregolari, registri di carico e scarico di farmaci veterinari irregolarmente compilati, nonché 80 mila litri di latte sottoposti a vincolo sanitario, per un valore complessivo stimato in circa 30 milioni di euro.

A seguito di tali attività, sono state deferite all´autorità giudiziaria complessivamente 26 persone, tra cui l’allevatore modicano al quale, oltre all’apposizione dei sigilli all’azienda zootecnica sita nelle campagne modicane da parte dei carabinieri, sono stati sequestrati 339 bovini da latte e 80 quintali di latte pronti per essere venduti in tutto il territorio ibleo e non solo.

LA SODDISFAZIONE DELLA LAV
Esprimiamo la nostra più viva soddisfazione per la brillante operazione di Nas dei Carabinieri e Procura di Brescia, che ha portato alla luce il diffuso sistema di illegalità negli allevamenti intensivi di mucche ´da latte´". Questo il commento della Lega anti vivisezione (Lav) in relazione all´azione che ha portato al sequestro probatorio di quattro mila mucche in 16 allevamenti, in seguito alle perquisizioni svolte negli allevamenti di Cremona, Mantova, Bergamo, Verona, Brescia, Parma, Piacenza, Rovigo e Ragusa.

Durante l´indagine, ricorda la Lav, 80 mila i litri di latte sono stati sottoposti a vincolo sanitario e ventisei persone sono state denunciate, tra cui un veterinario che è stato trovato in possesso di enormi quantità di farmaci privi di registrazione e autorizzazione, alcuni dei quali provenienti dal mercato extra Unione Europea. "Questo ennesimo scandalo - aggiunge l´associazione - proviene dalla stessa filiera che pochi anni fa è balzata agli onori della cronaca per il fenomeno delle ´mucche a terra´, animali sfruttati a tal punto da non poter più neanche sostenere il proprio peso". "E´ urgente - conclude la Lav - che le Istituzioni affrontino questa grave situazione decidendo nuove norme non condizionate esclusivamente dagli interessi economici dell´industria".


PARLATE CHIARO NELLE VOSTRE NOTIZIE
31/10/2014 | 17.50.35
ETTORE

PERCHE NON FATE IL NOME DELL´ALLEVATORE COSI CHI FA USO DI LATTE O CHI SI SERVE DA LUI DALLO SFUSO AD UN EVENTUALE BRAND NON LO COMPRA?
SE C´ERA DA FARE I NOMI PER ALTRE SITUAZIONE SUBITO FUORI NOMI E COGNOMI PROPRIO IN QUESTE CIRCOSTANZE LA PRIVACY NON DEVE ESSERE UTILIZZATA