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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:16 - Lettori online 970
MODICA - 29/10/2014
Cronache - Operazione "Pecunia no olet" della guardia di finanza con 16 denunce

VIDEO Rifiuti Modica: 16 denunce, maxi danno erariale

I reati ipotizzati sono di abuso d’ufficio e frode nelle pubbliche forniture, in concorso ed a vario titolo Foto Corrierediragusa.it

I funzionari comunali non svolgevano il loro dovere e il titolare della ditta che gestisce il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti a Modica faceva come gli pare, causando un danno erariale di oltre un milione e mezzo di euro al comune e che non si capisce al momento chi dovrà risarcire. E’ quanto emerso dall’operazione «Pecunia non olet», in latino «il denaro non ha odore», conclusasi con 16 denunce.



Nel mirino dei finanzieri il titolare della ditta “Giorgio Puccia”, responsabili e lavoratori della stessa azienda e, quel che è peggio, quattro “solerti” funzionari comunali che non avrebbero controllato a dovere la gestione del servizio di nettezza urbana, facendo in modo che l’ente erogasse gli stipendi anche a quei netturbini che venivano impiegati impropriamente dalla ditta per fini privatistici e comunque diversi rispetto alle mansioni per i quali erano pgati con denaro pubblico. Tutti devono rispondere, in concorso e ciascuno per le proprie responsabilità, di abuso d’ufficio e frode nelle pubbliche forniture. Insomma, non solo il servizio viene inopportunamente affidato in regime di proroga da oltre sei anni (laddove al massimo sarebbe possibile per tre mesi prorogabili a non più di sei) senza che nessuno si sia mai preso la briga di indagare su questa singolare circostanza unica in tutta Italia, ma addirittura adesso si scoprono irregolarità palesi nella gestione del servizio, alla base del danno erariale di un milione e mezzo di euro segnalato dai finanzieri alla Corte dei conti, a cui sono stati deferiti i 16 soggetti indagati. Tutto questo mentre l’appalto europeo slitta di mese in mese e la gente paga una tassa sulla spazzatura tra le più “pesanti” del territorio. Senza contare che i rifiuti vengono scaricati fuori provincia con costi spaventosi per le casse comunali e, a cascata, per le tasche dei contribuenti. Ma tornando all’operazione “Pecunia non olet”, secondo quanto accertato dai finanzieri guidati dal tenente Matteo Bruno Tagliabue, la ditta “Puccia” avrebbe eseguito il servizio con meno personale rispetto a quanto pattuito con l’ente comune, e con qualifiche inferiori a quelle previste dal capitolato tecnico. Inoltre alcuni lavoratori pagati dal comune di Modica, e quindi con soldi pubblici, venivano impiegati impropriamente dalla ditta in altri comuni limitrofi dove la stessa “Puccia” detiene l’appalto per il servizio di raccolta rifiuti. Le fiamme gialle di Modica ritengono inoltre che alcuni lavoratori con qualifica di operatore ecologico svolgessero mansioni d’ufficio o di cantiere a beneficio esclusivo della ditta “Puccia”, pur essendo pagati dal comune di Modica per essere impiegati nei servizi di spazzamento delle strade pubbliche o raccolta rifiuti.

Una prassi biasimevole resa possibile per mesi a causa della negligenza dei quattro funzionari comunali denunciati, che, stando alla tesi investigativa, avrebbero omesso ogni controllo circa la corretta applicazione del contratto, non vigilando fattivamente ma limitandosi a sporadiche e occasionali comunicazioni scritte con la ditta, nonostante numerosi solleciti da parte di diversi cittadini. A causa di questa discutibile condotta, dunque, l’ente erogava i relativi stipendi anche per quei lavoratori che in realtà per il comune non svolgevano alcuna attività. L’operazione è giunta a conclusione dei recenti controlli nella sede centrale della ditta “Puccia” che si erano conclusi con l´acquisizione di materiale cartaceo e documentazione varia evidentemente rivelatasi fondamentale in queste indagini sfociate in 16 denunce.