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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 19:51 - Lettori online 931
MODICA - 15/10/2014
Cronache - I danni ammontano a qualche migliaio di euro

VIDEO e FOTO Rogo alle pompe funebri a Modica Alta

Il titolare ha sporto denuncia contro ignoti. Interviene il consigliere Alessio Ruffino: "Che fine ha fatto la telesorveglianza"?
Foto CorrierediRagusa.it

E’ doloso l’incendio che nella notte tra martedì e mercoledì ha distrutto la sede dell’agenzia di onoranze funebri «San Pio» di via Don Bosco a Modica Alta. Le fiamme sono divampate intorno alle 3. Sono stati i residenti a lanciare l’allarme, consentendo ai vigili del fuoco un rapido intervento che ha limitato i danni, comunque considerevoli (vedere video).



Il locale di circa 50 metri quadrati che fungeva da ufficio, non era adibito anche ad esposizione di bare a all’interno vi erano solo tavoli, sedie, computer, stampanti ed altre suppellettili. Tutto è andato distrutto, oltre al distacco dell’intonaco e all’annerimento della facciata, per un danno complessivo in corso di quantificazione e comunque ammontante a qualche migliaio di euro. Il locale è stato dichiarato temporaneamente inagibile dai pompieri, che lo hanno transennato. Il titolare, Salvatore Agosta, ha nel frattempo tenuto a precisare di non aver mai ricevuto minacce o richieste estorsive, né ora né in passato, e quindi non si spiega l´origine di simili atti intimidatori. Agosta ha sporto denuncia a carico di ignoti, ma pare che una pista ben precisa da seguire sia già stata individuata dagli inquirenti, anche sulla base delle tracce di liquido infiammabile e di altri indizi trovati nella sede dell’agenzia di onoranze funebri, che dista poche centinaia di metri dai locali della «San Pietro», un’altra ditta di pompe funebri che in passato ha ricevuto attentanti di questo genere. Anche in questo caso potrebbe quindi c´entrare il cosiddetto "racket del caro estinto", ovvero la concorrenza sleale tra gli operatori del redditizio e talvolta turbolento settore, in primis per la spartizione del territorio di competenza.

Sulla vicenda interviene intanto il consigliere comunale Alessio Ruffino che chiede al sindaco che fine abbia fatto lo sbandierato progetto di telesorveglianza con l’installazione, prevista per la fine del mese scorso, di 13 videocamere di sicurezza nei punti strategici della città. «La gente si sente poco sicura – ha detto Ruffino – mentre l’amministrazione latita nel far seguire i fatti alle parole in una delicata materia come quella della sicurezza pubblica».


Cliccate sulle foto sotto per ingrandirle