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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 932
MODICA - 13/06/2008
Cronache - Modica - Si tratta di un fucile a canne mozze e una pistola cal. 6,35

Armi pronte per l´uso scoperte dalla Polizia nella cava di Scicli

Le armi erano perfettamente funzionanti e contenute in un sacco Foto Corrierediragusa.it

Potrebbero già essere stati utilizzati o avrebbero potuto servire per compiere omicidi, rapine ed altre azioni criminali il fucile a canne mozze e la pistola calibro 6.35 rinvenuti dalla polizia perfettamente funzionanti in un anfratto della cava di San Guglielmo.

Le armi erano avvolte in fogli di giornale recanti una data abbastanza recente, il tutto imbustato in un sacco della nettezza urbana che conteneva altresì una scatola con 43 proiettili per la pistola. Il fucile a canne mozze era stato modificato anche nel calcio, piuttosto accorciato per rendere l’arma più leggera e maneggevole. La scoperta è stata effettuata dalla polizia, nell’ambito delle operazioni di controllo del territorio disposte dal questore Giuseppe Oddo.

«E’ stato nell’ambito di un’attività investigativa complessa e ancora in corso che siamo riusciti a scoprire questo buco scavato nella roccia dove erano state occultate le armi, peraltro difficili da raggiungere». Sono le dichiarazioni del vice questore aggiunto Maria Antonietta Malandrino, secondo cui «il ritrovamento di queste armi ha potenzialmente sventato qualche piano criminoso che si sarebbe potuto attuare a breve». Ma gli investigatori non escludono che il fucile a canne mozze e la pistola possano già essere stati utilizzati per altri scopi. Saranno gli esami balistici degli esperti della scientifica di Catania a chiarire la circostanza.

Scicli in particolare, ma anche il resto del comprensorio modicano, sono stati teatro di numerosi episodi violenti, sfociati spesso nel sangue, anche in tempi non troppo recenti. Da ricordare l’omicidio del netturbino Giuseppe Drago, lo scorso ottobre, freddato sull’uscio di casa con tre colpi sparati proprio con una pistola e un fucile a canne mozze. Ovviamente non si tratta delle stesse armi ritrovate nella cava di San Guglielmo, ma la circostanza suggerisce un futuro utilizzo per ammazzare qualcuno. «E’ possibile ? aggiunge la Malandrino ? anche perchè le armi erano ben oliate e pronte per l’uso. Nemmeno la minima traccia di ruggine». Le indagini proseguono anche per accertare se il fucile a canne mozze sia stato modificato a Scicli.

Il vice questore aggiunto Maria Antonietta Malandrino con le armi