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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:29 - Lettori online 849
MODICA - 26/09/2014
Cronache - Le indagini della polizia hanno in qualche modo arginato la situazione

Cercavano l´amore e trovano il ricatto

L’unico, vero e infallibile rimedio è quello di non postare mai foto compromettenti su internet Foto Corrierediragusa.it

Lo scandalo delle foto intime rubate alle star di Hollywood dagli hacker che sono riusciti a violare Icloud, ovvero la «nuvola virtuale» di Apple dove vengono conservati i dati degli utenti, non è servito a mettere sul chi vive i fruitori di internet e di tutto ciò che ha a che fare con la rete. Le due denunce al commissariato di Modica sporte da altrettanti sprovveduti lo dimostra. Le vittime del ricatto virtuale avevano immesso nel web foto e filmati che li ritraevano in inequivocabili atteggiamenti sconci, dietro il miraggio di conquiste facili. Solo che spesso le lusinghe di procaci e piacenti ragazze altro non sono che sotterfugi che celano tentativi di ricatto. E così chi si spaccia per una giovane bionda dagli occhi azzurri vogliosa di nuove conoscenze chiedendo foto compromettenti altri non è, quasi sempre, che un ricattatore senza scrupoli. Se ne sono resi conto loro malgrado un professionista 45enne di Modica e uno studente di 14 anni, pure lui di Modica, entrambi adescati su internet da chi si spacciava per una donna in cerca di sesso «magico».

Il professionista, che ha pure parlato al telefono con una interlocutrice dalla voce suadente, è stato così indotto ad inviarle un filmato dal contenuto piuttosto spinto che lo ritraeva così come mamma l’aveva fatto. Solo che al posto del giorno e del luogo dell’agognato appuntamento «al buio» è arrivata la richiesta di 20mila euro da versare subito per evitare che il filmino finisse su Youtube e altri canali web.

Situazione analoga per il 14enne, al quale, dopo l’invio di foto osèe tramite Skype prima e Facebook poi, erano stati chiesti «appena» 5mila euro per non renderle pubbliche. Entrambe le vittime del ricatto non hanno pagato, scegliendo di rivolgersi alla polizia, sebbene in preda ad un comprensibile imbarazzo. Gli agenti, in collaborazione con la polizia postale, hanno arginato la vicenda come meglio hanno potuto. Spesso però ben poco si può fare contro chi agisce tramite server esteri e falsi Ip, utilizzando canali internazionali per il trasferimento dei soldi richiesti nel ricatto. L’unico, vero e infallibile rimedio è quello di non postare mai foto compromettenti su internet. Perché si sa: la rete è una giungla piena di insidie.