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MODICA - 12/06/2008
Cronache - Modica - Nove gli imputati alla sbarra

Al via il processo "Hot money" su usura ed estorsioni a Modica

Sono accusati di associazione per delinquere finalizzata all’usura e alle estorsioni in danno dei commercianti Foto Corrierediragusa.it

E’ stato incardinato ieri mattina, con la decisione del Tribunale di trascrivere le intercettazioni telefoniche e ambientali, il processo scaturito dall’operazione «Hot money» del 2003. Il collegio penale presieduto dal giudice Giovanna Scibilia ha accolto la richiesta del pm Maria Mocciaro, alla quale si sono associati anche i difensori dei nove imputati, accusati di associazione per delinquere finalizzata all’estorsione e all’usura in danno dei commercianti del Modicano. L’incarico della trascrizione delle intercettazioni telefoniche e ambientali raccolte dagli investigatori nel corso delle indagini sarà conferito dal Tribunale al perito fonico Silvana Aglieri nella seconda udienza fissata per il 25 giugno.

Il processo pende a carico del reggino Giuseppe Arena, 46 anni, ebanista e contitolare di una falegnameria, presunto appartenente al clan calabrese dei Piromalli, ritenuto essere dagli investigatori la mente dell’organizzazione criminale. Giuseppe Sortino, 41 anni, braccio destro di Arena. L’allora direttore dell’agenzia di Modica Alta del «Banco di Sicilia» Renato Olivieri, 60 anni, che avrebbe aiutato Arena a eludere i controlli contabili e bancari, depositando il denaro provento dell’attività criminale in svariati conti correnti intestati a nomi fittizi o di persone decedute. Alla sbarra anche il catanese Carmelo Coco, 49 anni, che riscuoteva le somme. Giovanni Ferreri, 49 anni, e il figlio Salvatore, di 31, titolari del ristorante in cui il capo incontrava i singoli componenti della banda.

Il consulente finanziario Antonino Ruta, 59 anni, che avrebbe avuto il compito di reperire fatture per giustificare le entrate illecite, legalizzandole. Vincenzo Zacco, 56 anni, falegname e socio di Arena, che avrebbe fatto parte dell’organizzazione criminale solo in un secondo tempo. Coimputato anche il parrucchiere Alessandro Gelardi, 57 anni.

(Nella foto in alto il Pala Giustizia di Modica)