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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 12:04 - Lettori online 728
MODICA - 14/09/2014
Cronache - I due gruppi se le sono date di santa ragione anche con l’uso di spranghe e coltelli

Risse tra modicani e tunisini e spedizione punitiva

Almeno mezza dozzina di persone sono state identificate ed interrogate dalle forze dell’ordine
Foto CorrierediRagusa.it

Un cane meticcio accoltellato e in fin di vita è la vittima incolpevole della seconda rissa in circa 48 ore che si verifica in centro storico a Modica tra tunisini e modicani. Pare che i protagonisti di quest’ultimo episodio violento verificatosi nella tarda serata di sabato siano gli stessi di quello accaduto poco dopo mezzogiorno di giovedì scorso, quando tre tunisini hanno picchiato a sangue un 20enne modicano che li aveva sorpresi mentre tentavano di scassinare una «Fiat 500» parcheggiata in via Albanese. Il giovane era poi stato trasportato con l’ambulanza in ospedale per la rottura del naso, del labbro e di un dente. Come si ricorderà, si era registrata la fuga dei tunisini inseguiti dai modicani in piazza Matteotti tra le gente impaurita, fino all’intervento della polizia. Sabato sera il copione si è ripetuto, mentre la zona era affollata di persone che si stavano godendo la movida. Un gruppo di tunisini da una parte e un gruppo di modicani dall’altra, a quanto pare gli stessi del precedente fatto, come accennato, se le sono date di santa ragione nei pressi del quartiere San Paolo, vicino alla chiesa del Carmine, con tanto di spranghe e coltelli.

Proprio da una coltellata, forse inferta a da uno dei tunisini a mo’ di sfregio, è stato ferito il cane che uno dei modicani stava portando a spasso e che era intervenuto per difendere il suo padrone. Il povero animale sarebbe stato affidato alle cure di un veterinario, ma le sue condizioni sembrano gravi.

E domenica sera, dopo il ferimento del cane a quanto pare di proprietà del 20enne ferito giovedì, una trentina di coetanei modicani, armati di spranghe e bastoni che avevano nascosto in via Pellico, si sono diretti nella casa dove risiedono i tunisini che starebbero generando questa tensione e avrebbero messo a soqquadro l´abitazione, considerato che la persona cercata non si è fatta trovare. Poi hanno incrociato il tunisino per strada e c´è stata una "grandinata" di pietre lanciate per strada tra le due fazioni contrapposte, per fortuna stavolta senza feriti.

Il parapiglia scatenato dalla rissa di sabato sera ha indotto i residenti a chiamare aiuto. Sono intervenuti polizia e carabinieri per delineare i contorni di questo ennesimo episodio violento che non fa altro che rafforzare l’intolleranza razziale già evidenziata dal precedente fatto violento, quando alcuni degli amici del giovane picchiato si era rivolto con tono minaccioso ad uno dei tunisini bloccato dalla polizia, accusandolo di aver reso invivibile l’intero quartiere alle spalle di corso Umberto. I tre tunisini fermati erano stati rilasciati nel tardo pomeriggio per via delle testimonianze discordanti.

Ora quest’altra rissa scoppiata sabato sera, a quanto pare, per qualche parola di troppo tra i due gruppi, la cui tensione già in essere si era acuita dopo il pestaggio del 20enne modicano di giovedì scorso. Almeno mezza dozzina di persone sono state identificate ed interrogate dalle forze dell’ordine.

LA PRIMA AGGRESSIONE DI GIOVEDI A MEZZOGIORNO
Dal presunto tentativo di furto di un’auto sono scaturiti un 20enne modicano in ospedale col naso e il labbro spaccati e un dente rotto, tre giovani tunisini fermati e poi rilasciati dalla polizia e una caccia all’uomo da parte di un gruppo di modicani che avevano visto il loro amico picchiato a sangue sotto i loro occhi. Scene da fiction giovedì mattina in piazza Matteotti, in corso Umberto I, il salotto buono della città nel cuore del centro storico.Tutto si è svolto in pochi attimi tra gli sbalorditi e intimoriti passanti, intorno a mezzogiorno, quando un terzetto di giovanissimi stranieri ha cominciato ad armeggiare su una «Fiat 500» parcheggiata in via Albanese, discutendo poi col modicano 20enne che aveva intuito il tentativo di furto.

I tunisini avrebbero quindi afferrato per il collo il ragazzo, sbattendogli la faccia contro l’utilitaria e scagliandogli poi una pietra che ha prima colpito l’auto, frantumando il finestrino lato guida, carambolando poi sul volto del modicano. Gli amici del giovane hanno rincorso a piedi il gruppetto di aggressori che è fuggito a gambe levate lungo corso Umberto I, strattonando alcuni passanti e creando panico. Poi l’arrivo di una pattuglia di polizia che si trovava nei pressi per il normale giro di perlustrazione. I poliziotti hanno bloccato due fuggitivi in piazza Matteotti, rintracciando e fermando il terzo circa 20 minuti dopo. Il pestaggio del 20enne è stato violento, come testimoniato dalle vistose macchie di sangue sul marciapiede, ma i tre tunisini sono stati rilasciati nel tardo pomeriggio e se la sono cavata solo con una denuncia per lesioni personali aggravate in concorso per via delle testimonianze discordanti in base alle quali non è stato possibile confutare il tentativo di scasso dell’auto.

Sono stati comunque momenti di tensione poi sfociati in una pericolosa intolleranza razziale da parte degli amici del ragazzo picchiato, i quali hanno rivolto frasi minacciose agli stranieri rei, a loro dire, di rendere invivibile il quartiere San Paolo. Circa una settimana fa, difatti, lo stesso gruppetto avrebbe schiaffeggiato una ragazza e distrutto la vetrina di un bar. Il 20enne modicano è stato invece trasportato in ambulanza al «Maggiore» e poi dimesso con 25 giorni di prognosi.

Nella foto in alto le chiazze di sangue del pestaggio in piazza Matteotti


ANCORA?
14/09/2014 | 18.32.10
Gianni

Questi girano armati, ne combinano di tutti i colori e non li hanno ancora rimandati in tunisia? Lì, le leggi e la polizia gli insegnerà per bene l´educazione...........


che schifo...
14/09/2014 | 17.41.22
gianni

sembrerà strano ma qui non c´entrano niente l´integrazione o gli immigrati... questo è solo il risultato delle vergognose leggi che abbiamo in questo schifoso paese, leggi che permettono ai delinquenti di non andare mai in galera e che, alla fine, esasperano i cittadini, fino a quando questi cominciano a farsi giustizia da soli... forse gli immigrati c´entrano nel senso che sono stati i più bravi a capire come vanno le cose in questo paese e, visto anche che non hanno niente da perdere, sono quelli che con spavalderia approfittano sempre di più delle vergognose lacune del nostro sistema penale... e i risulati sono questi!