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MODICA - 03/09/2014
Cronache - La donna non ha retto il dolore della perdita della figlia e si è tolta la vita

L´ultimo saluto a Pina Sortino a S. Luca

La studentessa modicana fu investita da un pullman in piazzale Baden Powell mentre stava recandosi a scuola in sella al suo motorino
Foto CorrierediRagusa.it

Celebrati nella chiesa di San Luca i funerali di Giuseppa Sortino (foto), nota tra gli amici come Pina, 49 anni, madre della 15enne Chiara Modica, la studentessa modicana che il 5 maggio 2011 fu investita da un pullman in piazzale Baden Powell mentre stava recandosi a scuola in sella al suo motorino. La donna non ha retto al dolore della perdita della figlia, e, dopo oltre tre anni d’inferno interiore, ha deciso di togliersi la vita. E´ stata trovata ieri mattina priva di vita dal figlio. Il ragazzo era stato messo in allarme dal fatto che la madre non rispondeva al telefono o al campanello di casa. Pare che la donna, che era stata in cura per il persistente stato depressivo, non riuscendo a superare l’immane dolore della morte della figlia, si sia tolta la vita recidendo l’aorta e la giugulare con una lama. Per la 49enne, trovata in una pozza di sangue, non c’era più nulla da fare.

Comprensibilmente sconvolto il figlio che ha fatto la macabra scoperta. La donna non era riuscita a darsi pace dopo il decesso di Chiara, i cui funerali furono celebrati nella stessa chiesa dove è stato rivolto l´ultimo saluto alla madre, che, finalmente, troverà quella pace che aveva perduto nella vita terrena, riunendosi alla sua amata figlia.

Nel 2012 fu condannato in udienza preliminare per omicidio colposo l’autista Ast, che, inavvertitamente, investì la studentessa che, in sella al suo scooter, stava recandosi a scuola. Il 54enne modicano G.C. fu condannato alla pena di un anno e due mesi di carcere, con la sospensione condizionale. La lievità della condanna fu data dal fatto che il magistrato divise equamente la colpa dell’incidente mortale tra lo stesso imputato e la ragazzina che ci lasciò la vita. L’incidente mortale pare fu causato anche dalla fuorviante segnaletica verticale e orizzontale che caratterizzava il piazzale Baden Powell, area dove si verificò il tragico evento. A questa conclusione si giunse sulla base della perizia redatta dal consulente tecnico d’ufficio della procura.

La 15enne trovò la morte quella fatidica mattina mentre, in sella allo scooter, stava recandosi all’istituto magistrale "Verga" che frequentava. Nel fare manovra, l’autista del mezzo pubblico investì la ragazza, senza neanche accorgersene. La perizia del consulente tecnico d’ufficio nominato dalla procura accertò che nell’assurdo incidente che spezzò la vita della studentessa, la responsabilità era da addebitare al conducente dell’autobus. Le successive perizie di parte stabilirono però che la giovane sorpassò il mezzo pesante in un cosiddetto punto cieco, laddove la visibilità da parte del conducente, anche dagli specchietti retrovisori, era pressoché nulla.