Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:17 - Lettori online 692
MODICA - 30/07/2014
Cronache - Citazione diretta a giudizio a maggio 2015 dinanzi al giudice monocratico

Promettevano lavoro in cambio di voti: i Puccia dal giudice

Padre e figlio si sono sempre detti estranei ai fatti Foto Corrierediragusa.it

Decreto di citazione diretta a giudizio dinanzi al giudice monocratico del tribunale di Ragusa fissata a maggio 2015 per il consigliere comunale in carica Massimo Puccia (nella foto da sx con il padre Giorgio), 43 anni, modicano. Per questo cosiddetto reato elettorale (che prevede pene inferiori ai tre anni) si salta quindi la fase preliminare del procedimento e si va subito dinanzi al giudice monocratico, per l´appunto con il decreto di citazione diretta a giudizio. Il capogruppo consiliare di Ncd è accusato, in concorso con il padre 65enne Giorgio Puccia, titolare dell’omonima ditta che gestisce il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti in città e pure lui destinatario del decreto di citazione diretta a giudizio, di aver promesso il reintegro nel posto di lavoro a due netturbini licenziati in precedenza, in cambio del procacciamento dei voti per l’elezione dello stesso Massimo Puccia alla carica di consigliere comunale nell’ambito delle elezioni del 2013 per il rinnovo del massimo consesso cittadino. Puccia siede adesso tra gli scranni della civica assise, mentre i due operatori ecologici sono invece rimasti a spasso. Della vicenda si sta occupando pure il giudice del lavoro, ma nel frattempo i due ex netturbini avevano presentato le denunce querele, ora sfociate nella citazione diretta a giudizio di Giorgio e Massimo Puccia.

I PUCCIA AVREBBERO PRETESO DAI 2 NETTURBINI UN RUOLO ATTIVO IN CAMPAGNA ELETTORALE PER RIASSUMERLI NELLA DITTA DI FAMIGLIA
Padre e figlio, stando alle accuse, non solo avrebbero preteso le preferenze delle due parti offese per assicurare loro la riassunzione nell’azienda di famiglia, ma si sarebbero espressamente raccomandati affinché votassero per Massimo Puccia pure i familiari e gli amici dei due netturbini licenziati. Questi ultimi, inoltre, stando sempre alle accuse contestate ai due imputati, avrebbero dovuto svolgere un ruolo attivo nella campagna elettorale, occupandosi della distribuzione dei volantini e dell’affissione dei manifesti elettorali del candidato Massimo Puccia, controllando altresì che non venissero coperti nottetempo dai manifesti degli altri candidati al consiglio comunale.

CHIESTO PURE IL CONTROLLO DEI DATI DEGLI SCRUTINI SEZIONE PER SEZIONE
Inoltre Giorgio e Massimo Puccia avrebbero preteso dai due operatori ecologici in precedenza licenziati un accurato controllo, sezione per sezione, dei dati e degli esiti degli scrutini nelle varie sezioni elettorali. Due mesi dopo l’avvenuta elezione a consigliere, lo stesso Massimo Puccia e il padre Giorgio si sarebbero eclissati, lasciando a spasso i due netturbini, che, dopo averli contattati invano, ricevendo solo promesse non mantenute, sporsero denuncia querela a loro carico.

I 2 IMPUTATI SI SONO SEMPRE DETTI ESTRANEI AI FATTI
Giorgio e Massimo Puccia si sono sempre detti estranei alle accuse loro contestate e dalle quali dovranno dunque difendersi dinanzi al giudice monocratico nel processo a porte aperte fissato al prossimo maggio.