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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 722
MODICA - 21/06/2014
Cronache - Si tratta del 30enne Orazio Triberio Muriana

VIDEO - Modicano arrestato a Rovigo

La struttura sanitaria, in apparenza modello di funzionalità, avrebbe in realtà nascosto dietro le finestre chiuse un vero e proprio lager Foto Corrierediragusa.it

C’è anche un modicano fra le dieci persone arrestate a Ficarolo, in provincia di Rovigo, accusate di maltrattamenti nei confronti degli ospiti di una struttura sanitaria per malati psichici. Si tratta di Orazio Triberio Muriana, 30 anni, finito in carcere assieme a operatori sanitari e medici, in tutto, come si diceva, dieci(altre quindici persone sono indagate).



Il blitz, condotto dai carabinieri del Nas e dalla squadra mobile di Rovigo,a carico dalla struttura sanitaria assistenziale «Istituti Polesani». Due persone sono state fermate, le altre otto sono state prelevate nelle rispettive abitazioni. Le misure cautelari disposte dal Gip del Tribunale di Rovigo hanno colpito, oltre a Muriana Triberio, anche Candida Visentini, 47enne di Ferrara, Lisa Simonetti, 32 anni, di Badia Polesine; Lorena Cannizzaro, 25 anni, di Messina; Elena Chieregato, 34 anni, di Lendinara; Marisa Visentin, 55 anni, di Megliadino San Vitale; Monica Soriani, 47 anni, di Trecenta; Daria Furini, 36 anni, di Trecenta; Gianni Balzan, 41 anni, di Trecenta; Tiziano Gaio, 62 anni, di Ficarolo.

L’inchiesta, denominata «San Luigi», è partita dopo la denuncia presentata lo scorso anno da alcuni familiari delle vittime, che avevano notato lividi ed ecchimosi sul corpo dei loro parenti ospiti nella struttura. Alle richieste dei familiari delle vittime di avere chiarimenti circa le lesioni riscontrate ai propri cari ricoverati, il personale dell’istituto si giustificava, ogni volta, sostenendo che gli ospiti si erano infortunati a causa delle precarie condizioni fisiche, derivanti da problematiche motorie o da malattie psichiatriche.

I successivi accertamenti hanno fatto emergere, già dai primi elementi acquisiti, una situazione estremamente preoccupante e ben presto i sospetti hanno preso forma e realtà: i maltrattamenti, consistenti in schiaffi, pugni, spintoni, tirate di capelli, umiliazioni e vessazioni, secondo le risultanze delle indagini erano all’ordine del giorno. La svolta alle indagini – che sono tutt’ora in corso per accertare eventuali responsabilità di altre persone, anche esterne alla struttura, grazie a quqanto raccolto nelle perquisizioni effettuate presso gli uffici degli «Istituti Polesani» – sono state le intercettazioni ambientali, che hanno fatto emergere una sorta di «clinica degli orrori», dove la violenza e la brutalità nei confronti di pazienti inermi sarebbero state elevate a sistema.

La struttura sanitaria, in apparenza modello di funzionalità, avrebbe in realtà nascosto dietro le finestre chiuse un vero e proprio lager, in cui erano costretti coloro che avevano maggior bisogno di cure e affetto.