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MODICA - 30/05/2008
Cronache - Modica - I giudici etnei riconoscono le responsabilità degli imputati

Processo La Monica all´epilogo:
medici responsabili del decesso

Ma la concessione delle attenuanti determina la prescrizione Foto Corrierediragusa.it

I giudici etnei riconoscono le responsabilità dei medici imputati ma concedono le attenuanti generiche propedeutiche alla prescrizione. Anche a causa dei 16 rinvii consecutivi per i motivi più disparati, si è concluso ieri in questi termini il procedimento giudiziario incentrato sul decesso per botulismo non diagnosticato di Lorenzo La Monica, 23 anni, modicano.

Il presidente della Corte d’Appello di Catania Augusto Santangelo ha riconosciuto le responsabilità dell’equipe medica dell’ospedale «Maggiore», concedendo altresì le attenuanti generiche che hanno spianato in tal modo la strada della prescrizione. Sul banco degli imputati erano i medici Rosario Manenti, Margherita Occhipinti e Guglielmo Carbone, la titolare del supermercato di Marina di Modica dove venne acquistato il panino con i funghi avariati, Elisa Poidomani, e al titolare dell’azienda produttrice dei funghi in scatola Vincenzo Genesio.

I giudici etnei avevano rimesso gli atti alla Corte costituzionale, in applicazione della legge 46 che impedisce ai pubblici ministeri di ricorrere in appello avverso le sentenze dei processi di primo grado. La Corte costituzionale aveva quindi rinviato gli atti alla Corte d’Appello, ma le udienze saltarono per i motivi più disparati: dalla mutata composizione del collegio giudicante all’assenza del presidente, passando addirittura per l’inatteso pensionamento di un componente del collegio.

Il procuratore generale Giuseppe Toscano aveva chiesto che venisse confermata la sentenza appellata di Elisa Poidomani, condannata in primo grado a 9 mesi di reclusione, e riformata in relazione alla sentenza di Vincenzo Genesio, del quale aveva chiesto l’affermazione di responsabilità limitatamente al delitto contro la salute pubblica, rispetto all’originaria e pesante accusa di omicidio colposo. Era stato altresì chiesto che tale sentenza venisse riformata in relazione alla posizione dei tre medici, per i quali il pm aveva invocato la condanna a otto mesi di reclusione ciascuno. I tre professionisti erano stati assolti in prima istanza perché il fatto non sussiste.

I difensori della famiglia La Monica avevano avanzato richiesta di risarcimento danni per mezzo milione di euro. Secondo il parere di alcuni esperti, il ragazzo si sarebbe potuto salvare se ricoverato in tempi rapidi in rianimazione. Una tesi condivisa dal presidente Santangelo che, difatti, ha riconosciuto le responsabilità dei medici.

Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni, quindi non prima di settembre. Poi gli imputati avranno 45 giorni di tempo per l’eventuale ricorso in Cassazione. E’ difatti probabile che agli interessati non basti essere venuti fuori dal processo solo per la prescrizione. A questo punto la sentenza definitiva si dovrebbe avere a novembre. Il giudizio civile è nel frattempo sospeso. Per i tre medici e per la titolare del supermercato i reati si erano estinti per prescrizione nel marzo 2002.

Della lunga e travagliata vicenda giudiziaria si occuparono diverse trasmissioni televisive, tra cui «La vita in diretta» di Michele Cocuzza su Raidue.

(Immagine di repertorio)