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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 586
MODICA - 29/05/2008
Cronache - Modica - Il violento episodio si verificò in una tabaccheria

Rapina a Modica Alta: assolto
il presunto malvivente armato

Il pm aveva chiesto la condanna di Giuseppe Ottaviano a 19 anni Foto Corrierediragusa.it

Il pubblico ministero Domenico Platania aveva chiesto la condanna a 19 anni di carcere per il 26enne Giuseppe Ottaviano, accusato di tentato omicidio, rapina pluriaggravata a mano armata e porto abusivo d’arma da fuoco. Il collegio penale presieduto dal giudice Giovanna Scibilia ha invece assolto l’imputato ai sensi del 530, secondo comma, del codice di procedura penale che mantiene in vita la vecchia insufficienza di prove.

Si è conclusa in questi termini in tribunale (nella foto) la lunga e controversa vicenda giudiziaria del vittoriese, difeso dagli avvocati Enrico e Maria Platania. Nonostante ben tre esami del dna, non fu possibile accertare se Ottaviano sia stato o meno l’autore della tentata rapina con sparatoria registratasi il 22 febbraio 2003 in danno di una tabaccheria di Modica Alta. Da qui la decisione del Tribunale di assolvere l’imputato per la mancanza di prove certe.

Ottaviano si era d’altronde sempre professato innocente. Nelle dichiarazioni spontanee rese ai giudici l’imputato aveva sostenuto di trovarsi al lavoro in un magazzino di Vittoria la sera della tentata rapina. L’alibi dell’imputato fu comprovato da alcune foto esibite in aula e dalle testimonianze rese dai colleghi di lavoro.

Nell’incidente probatorio registratosi qualche mese dopo la tentata rapina, il titolare della tabaccheria Stefano Agosta e la moglie, presente al momento della rapina, riconobbero l’imputato come l’autore dell’atto criminoso. Ma i tre esami del dna effettuati dal Ris di Messina sui capelli e sulle tracce di sudore presenti sul berretto non offrirono mai altrettante certezze, suffragando la tesi dell’innocenza di Ottaviano.

Agosta, con notevole sangue freddo, si scagliò contro il rapinatore dal volto travisato da un berretto, nonostante questi impugnasse una pistola, da cui poi esplose il colpo che attinse Agosta alla spalla destra. Nonostante la ferita, il titolare della tabaccheria riuscì a strappare via il berretto dalla testa del malvivente, che lo tramortì con il calcio della pistola prima di darsi alla fuga. L’arresto scattò qualche giorno dopo a Vittoria ad opera della polizia, ai quali archivi Ottaviano era già noto per analoghi reati.