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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 1309
MODICA - 30/04/2014
Cronache - Una "baby gang" composta da circa mezza dozzina di modicani tra i 14 e i 18 anni

Identificati dalla Polizia 3 baby estorsori di "iPhone"

Le minacce di rappresaglie sarebbero state talmente pesanti da indurre le terrorizzate vittime a giustificare ai genitori la mancanza dei telefonini dicendo loro di averli persi, piuttosto che ammettere d’esserseli visti togliere con la forza Foto Corrierediragusa.it

La Polizia ha già identificato tre dei componenti della "baby gang" composta da circa mezza dozzina di modicani tra i 14 e i 18 anni che ha estorto "iPhone" di ultima generazione ai coetanei, in alcuni casi addirittura picchiati per far tener loro la bocca chiusa. I minorenni rischiano solo una denuncia, ma per i neo maggiorenni potrebbero scattare le manette per estorsione aggravata in concorso, lesioni personali e ricettazione. Le minacce di rappresaglie sarebbero state talmente pesanti da indurre le terrorizzate vittime a giustificare ai genitori la mancanza dei telefonini dicendo loro di averli persi, piuttosto che ammettere d’esserseli visti togliere con la forza dai ragazzini «terribili». Ma i vistosi lividi al viso di un minorenne pestato da almeno un paio di componenti della banda hanno messo sul chi vive i genitori, che, rassicurando il figlio, lo hanno indotto a confidarsi. E’ così saltato fuori che il ragazzino era stato avvicinato poco prima di Pasqua dal presunto capo della banda e da un suo amico in piazza Matteotti, e qui convinto a prestargli il suo «iPhone» per fare una telefonata. Ma il telefonino è poi sparito assieme ai ragazzi, lasciando la vittima con un palmo di naso.

Alla richiesta di riaverlo indietro, i "baby" delinquenti hanno preteso la consegna di un centinaio di euro, emulando gli scafati malviventi nel collaudato metodo del «cavallo di ritorno». Al rifiuto della vittima, che voleva denunciare i fatti, i giovani lo hanno prima minacciato verbalmente, e poi preso a calci e pugni per risultare ancora più «convincenti».

Il grave episodio non è isolato, come si evince da alcune denunce analoghe presentate in commissariato, dove si sono recati pure il padre e la madre del ragazzino picchiato. Pare che in base alle testimonianze delle persone informate dei fatti. Le indagini, sulle quali la Polizia mantiene il massimo riserbo, mirano anche a scoprire come i componenti della banda abbiano utilizzato i soldi estorti alle vittime: la pista più accreditata sarebbe quella dell’acquisto di droga, purtroppo sempre più in uso tra i giovanissimi.