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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 13:05 - Lettori online 756
MODICA - 28/03/2014
Cronache - Sentenza di primo grado nel cosiddetto "Processo Sexy gate" con imputati i 2 modicani

"Sexygate": 6 anni e 8 mesi a Bruno e Massimo Arrabito

Il collegio penale ha inoltre stabilito il pagamento di 30mila euro in favore della parte civile Foto Corrierediragusa.it

Si è concluso con la condanna dei due imputati a complessivi 5 anni e 8 mesi di carcere il cosiddetto processo «Sexy gate» scaturito da un ricatto a luci rosse ai danni di un imprenditore 62enne di Scicli. I fratelli Bruno e Massimo Arrabito erano accusati di estorsione aggravata e continuata in concorso e di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Alla vittima sarebbero stati scuciti fino a 30mila euro per non far sapere alla moglie dei suoi incontri «piccanti» con tre ragazze. Una di loro, escort 45enne di Modica, era consapevole del fatto che gli incontri a luci rosse tra lei e l’imprenditore fossero filmati all’insaputa di quest’ultimo. Bruno Arrabito, difeso dall’avvocato Carmelo Ruta, è stato condannato a 2 anni e 2 mesi di reclusione e 500 euro di multa per l’accusa di sfruttamento della prostituzione. E’ stato, invece, assolto dal reato di estorsione aggravata e continuata. Massimo Arrabito, difeso dall’avvocato Ignazio Galfo, è stato invece condannato a 3 anni e 6 mesi di carcere e mille euro di multa per il reato di estorsione, in quanto è stata esclusa l’aggravante e la continuazione e gli sono state concesse le circostanze attenuanti. E’ pure caduta a suo carico l’accusa di favoreggiamento della prostituzione.

Il collegio penale ha inoltre stabilito il pagamento di 30mila euro in favore della parte civile, ovvero l’imprenditore sciclitano ricattato. La pubblica accusa aveva chiesto la condanna a 6 anni e 6 mesi di reclusione e 5mila euro di multa per Bruno Arrabito, e 5 anni e 3 mesi di reclusione e 3mila euro il multa per il fratello. Nella vicenda fu implicato anche lo sciclitano 49enne Francesco Statello, già condannato con l’abbreviato in udienza preliminare a 4 anni e 4 mesi di carcere, oltre ad una provvisionale di 5mila euro da liquidare all’imprenditore ricattato, che, stanco delle continue richieste di denaro, denunciò i fatti nel luglio 2011 alla Guardia di finanza che avviò le indagini. Le somme richieste dalle escort per le prestazioni variavano dalle 150 alle 200 euro, oltre ai soldi scuciti dalla vittima e considerati come «prestiti a fondo perduto» in cambio del silenzio.

Proprio per non rischiare che il filmato potesse finire nelle mani della moglie l’uomo aveva in un primo momento subito il ricatto, che sarebbe stato ideato dai fratelli Arrabito, mentre Statello si propose come una sorta di intermediario tra le parti. Massimo Arrabito fu arrestato in flagranza di reato, mentre il fratello Bruno e Statello furono fermati in un secondo tempo.