Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:03 - Lettori online 1120
MODICA - 31/05/2008
Cronache - Modica - Il procedimento andato a conclusione dinanzi al Gup

Allargamento abusivo cave
di pietra: tutti assolti

Con formula piena perchè il fatto non sussiste Foto Corrierediragusa.it

Tutti assolti con formula piena perché il fatto non sussiste. Si è concluso in questi termini il procedimento dinanzi al gup Fabio Ciraolo sull’allargamento abusivo delle cave di pietra «Colacem» e «Profetto». Gli atti sono stati comunque inviati alla procura perché, per alcuni degli imputati, sarebbe ravvisabile il reato di omissione o rifiuto di atti d’ufficio.

Secondo i difensori, le foto accluse dai consulenti tecnici nominati dalla Procura alla loro perizia si riferivano a cava Nacalino e non a cava Cella (nella foto) dove, in base all’accusa, si sarebbe consumato il parziale allargamento abusivo delle due cave di pietra. L’abbaglio in cui sarebbero incappati i consulenti era stato confermato dal perito nominato dal gup, l’agronomo Luca Ferito, secondo cui «non sussistevano vincoli di sorta a Cava Giarrusso, dove sono ubicati gli impianti Colacem e Profetto».

Il pm aveva chiesto la condanna a complessivi 14 anni e due mesi di carcere per gli otto imputati, tra funzionari dell’assessorato regionale al territorio ed ambiente, dell’ufficio tecnico del comune di Modica e del distretto minerario, nonché i titolari e i legali rappresentanti delle ditte «Colacem» e «Profetto». Queste le pene che erano state richieste: due anni e sei mesi di reclusione (la pena più alta) per Giuseppe Angelo Trupìa, ingegnere capo del distretto minerario di Catania; due anni di carcere e 20mila euro di ammenda per Vincenzo Profetto, titolare dell’omonima ditta modicana; un anno e 8 mesi per Francesco Paolino, dirigente pro tempore del settore urbanistica del comune di Modica.

Un anno di reclusione era stato poi chiesto per Alessandro Modica, responsabile del procedimento della sezione urbanistica; due anni per Vincenzo Sansone, dirigente del servizio di valutazione d’impatto ambientale dell’assessorato regionale al territorio ed ambiente; un anno per Mario Bernardello, procuratore della «Colacem». Infine due anni di carcere ciascuno erano stati richiesti per Carlo e Giovanni Colaiacovo, amministratori delegati della «Colacem». Tutti erano accusati di abuso d’ufficio, falso e deturpamento del territorio.