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MODICA - 15/03/2014
Cronache - Le battute finali in aula del procedimento per estorsione "a luci rosse"

"Sexy gate": richieste di condanna per gli Arrabito

La pubblica accusa ha chiesto sei anni e sei mesi di reclusione e 5 mila euro di multa per Bruno Arrabito e cinque anni e tre mesi di reclusione e tremila euro il multa per il fratello Foto Corrierediragusa.it

Richieste pesanti quelle avanzate dal pubblico ministero, Gaetano Scollo, nei confronti dei fratelli modicani Bruno e Massimo Arrabito, a conclusione della requisitoria del processo «Sexy gate», per l’operazione eseguita dalla Guardia di Finanza, e che vede i due imputati accusati di estorsione aggravata e continuata nei confronti di Guglielmo Piccione, un imprenditore sciclitano e di sfruttamento della prostituzione. La pubblica accusa ha chiesto sei anni e sei mesi di reclusione e 5 mila euro di multa per Bruno Arrabito e cinque anni e tre mesi di reclusione e tremila euro il multa per il fratello. Hanno poi tenuto la loro arringa il difensore di parte civile, Carmelo Di Paola, e gli avvocati Carmelo Ruta e Ignazio Galfo per gli imputati che hanno tracciato in maniera certosina la vicenda, smontando punto per punto le accuse. Nella vicenda fu implicato anche lo sciclitano Francesco Statello, già condannato con l’abbreviato. In precedenza Bruno Arrabito, aveva ridimensionato la questione «disegnando» la figura del suo accusatore come una sorta di dottor Jeckill e mister Hyde, «sposato, con un’amante fissa da circa trent’anni e una serie di avventure, l’ultima, motivo della rottura del loro rapporto fraterno che portò all’indagine.

Le fiamme gialle sequestrarono un Cd che lo stesso Arrabito consegnò loro dov’erano registrate immagini delle prestazioni sessuali della parte civile. «Mi aveva detto di tenerglielo – aveva sottolineato l’imputato - perchè nel suo ufficio il computer era utilizzato da parecchie persone e a casa il figlio era molto esperto». A fine marzo l’udienza per le repliche e la sentenza.