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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:17 - Lettori online 745
MODICA - 07/03/2014
Cronache - Udienza preliminare a carico di proprietari di immobili e direttori dei lavori

Ville abusive Modica: udienza preliminare

I reati contestati vanno dalla truffa aggravata in concorso alle false dichiarazioni in atto pubblico, passando per l’abusivismo edilizio e la mutazione delle destinazioni d’uso degli immobili
Foto CorrierediRagusa.it

Sono 95 gli imputati tra proprietari di immobili, direttori dei lavori e titolari dell’azienda costruttrice, oltre a cinque presidenti di cooperative edilizie, responsabili in via amministrativa, che dovranno comparire il prossimo 5 giugno dinanzi al gup nella prima udienza preliminare del procedimento scaturito dalle cosiddette villette a schiera abusive di contrada Rocciola Scrofani (foto). I reati contestati vanno dalla truffa aggravata in concorso alle false dichiarazioni in atto pubblico, passando per l’abusivismo edilizio e la mutazione delle destinazioni d’uso degli immobili. Scaturì da un esposto anonimo l’indagine della Guardia di finanza relativa alla truffa aggravata in concorso alla Regione e al comune, nonché all’Ircac (Istituto regionale per il credito alla cooperazione) contestata a complessivi 100 indagati per le 95 villette a schiera di via Rocciola Scrofani realizzate in maniera difforme dal progetto originario. Uno degli indagati, secondo l’accusa, avrebbe contribuito a presentare all’Utc un progetto edilizio diverso da quello inoltrato alla Regione per poter fruire del mutuo a tasso agevolato e che, alla luce di quanto emerso dalle indagini, potrebbe a questo punto essere rinegoziato e riconcesso a tasso ordinario. Proprio dalla diversità dei due progetti edilizi i finanzieri avevano accertato che le villette erano state modificate a piacimento e in maniera illegale dai proprietari, con la realizzazione di un secondo appartamento interrato o di mansarde abusive, o annettendo il garage all’abitazione dopo averlo trasformato in soggiorno o salone. L’esposto anonimo dal quale hanno avuto origine le indagini, scattate nel 2010 e proseguite per oltre tre anni, sarebbe forse riconducibile ad una delle decine di persone all’epoca escluse dalle cinque cooperative indagate per l’accesso al mutuo agevolato di edilizia cooperativa della Regione: si tratta della «Trinacria», della «Amicizia», della «Quasimodo», della «Montale» e della «America».

Il danno erariale accertato e segnalato dalle fiamme gialle alla Corte dei conti di Palermo ammonta a 7milioni e 600mila euro, pari al finanziamento concesso dalla Regione pari a 80mila euro per ciascuna villetta e indebitamente percepito dagli indagati, che, secondo quanto emerso dalle indagini, non possedevano tutti i requisiti richiesti per beneficiare del mutuo a tasso agevolato. I cosiddetti vuoti tecnici, creati per controlli periodici sulla stabilità delle strutture e per procedere alla manutenzione, sarebbero stati illecitamente allargati da alcuni degli indagati, con la realizzazione di un vero e proprio «clone» interrato dell’appartamento esistente e creando, di fatto, abitazioni a due piani. In altri casi il garage sarebbe stato annesso all’abitazione, diventandone parte integrante e adibito ad esempio ad ingresso o soggiorno. Sono pure state realizzate delle mansarde abusive. La truffa ai danni del comune di Modica si concretizza, tra le altre cose, nei tributi dovuti realmente (Imu, Tarsu etc.) sulla base del reale uso abitativo delle villette e della loro attuale conformazione dopo la realizzazione sulla base del progetto presentato all’ufficio tecnico comunale, che sarebbe diverso rispetto a quello inoltrato alla Regione per ottenere i mutui a tasso agevolato. A questo scopo alcuni degli indagati avrebbero dichiarato di non possedere ulteriori immobili, mentre i finanzieri hanno accertato che ciò non corrispondeva al vero.

Da parte loro gli indagati hanno sostenuto, tramite i rispettivi legali, che tutti i soldi pubblici percepiti sono stati spesi per le villette e di aver contratto ulteriori mutui per apportare le modifiche, che, stando a quanto sostenuto dagli interessati, non avrebbe mutato l’originaria cubatura delle villette. Il collegio difensivo è tra gli altri composto dagli avvocati Robin Giannone, Salvatore Poidomani, Ignazio Galfo, Fabio Borrometi, Luigi Piccione e Gaspare Abbate.