Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 1045
MODICA - 04/03/2014
Cronache - Sarebbe stato imposto un tasso che sfiorava il 27%

Usura ad un 80enne: 7 proscioglimenti

Le accuse non hanno retto a carico degli imputati Foto Corrierediragusa.it

Usura aggravata e continuata in danno di un pozzallese al quale sarebbe stato imposto un tasso che sfiorava il 27%. Da questa accusa si sono dovuti difendere davanti al gup di Ragusa Andrea Reale sette persone, tutte legate a società di intermediazione. Uno solo ha chiesto l´abbreviato, Alberto Saddemi, per il quale la pubblica accusa aveva chiesto la condanna a quattro anni e 6mila euro di multa. E´ stato invece assolto. Prosciolti gli altri sei per i quali il pm aveva chiesto il rinvio a giudizio. Si tratta di Salvatore Guastella, pozzallese, socio accomandatario di una società intermediaria di primo livello, di Clara Cascone e Roberto Addamo, ragusani, Carmelo Peluso e Salvatore Maddalena, rispettivamente collaboratrice e socio accomandatario di una società di intermediazione di secondo livello, Massimiliano Villarosa, lentinese, procuratore speciale di una terza società, di Salvatore Masodda, difeso dall´avvocato Angelo Bonfiglio, residente a Roma, amministratore delegato di quest’ultima società, oltre che di Blagden Malim, inglese, residente a Milano, difeso dall´avvocato Giuseppe Pellegrino, rappresentante per l’Italia di una nota banca inglese. La parte offesa, S.M., 80 anni, si era costituito in giudizio.

Secondo quanto ha sostenuto l´accusa, tutti gli imputati, ognuno nel proprio ruolo, si sarebbero fatti dare, ovvero promettere, per loro o altri, dalla parte civile, in corrispettivo di un prestito di denaro di 8.791,51 euro, concesso sotto forma di finanziamento a fronte della cessione di un quinto della pensione Inpdap (contratto sottoscritto il 10 febbraio 2009), la somma complessiva di 25.200 euro, da restituire mediante rate mensili di 210 euro per dieci anni, addebitando già all’atto dell’erogazione del prestito, oneri per complessivi 16.408,95(premi assicurativi 6428,52 euro, interessi 3137,02 euro, commissioni finanziarie 4296,95 euro, commissioni accessorie 2268 euro, spese contrattuali 278 euro), applicando, secondo l’accusa, sulla somma concessa in prestito, un interesse pari al 26,60 per cento annuo, che viene considerato usurario, in quanto superiore al tasso soglia pubblicato dal Ministero del Tesoro nei periodi di riferimento ovvero dal primo gennaio 2009 al primo gennaio 2012. Contestate anche le aggravanti per avere agito nell’esercizio di un’attività bancaria e di intermediazione finanziaria e di avere commesso il fatto in danno di persona che si trovava in stato di bisogno. Ma le accuse non hanno retto e per tutti e sette è finita con l´assoluzione.