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MODICA - 23/02/2014
Cronache - Tre connazionali avrebbero picchiato Isllme Jallabi in casa sua

Convalida dell´arresto per il tunisino che ha dato di matto

L’uomo aveva rotto il naso ad un vigile urbano e l’anulare della mano destra al poliziotto che avevano tentato di ricondurlo a più miti consigli Foto Corrierediragusa.it

Convalida dell’arresto e mantenimento della custodia cautelare in carcere per Isllme Jallabi, 20 anni. Il tunisino resta rinchiuso nel carcere di Ragusa per lesioni personali, violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Per il possesso della cocaina invece il difensore ha chiesto i termini a difesa nel corso dell’udienza di convalida e il giudice ha fissato il processo per direttissima per il prossimo venerdì. A questo proposito la quantità di droga trovata in casa del tunisino è di 13 grammi. Nell’interrogatorio di garanzia dinanzi al magistrato Jallabi ha riferito di essere stato minacciato di morte per questioni di droga da tre individui, a quanto pare pure loro immigrati. Poi, sconvolto, a torso nudo, sporco di sangue per le botte ricevute e strafatto di coca, aveva fatto irruzione nella stanza del sindaco a palazzo San Domenico, ferendo un poliziotto e un vigile urbano.

LA CRONACA DI UN GIORNO DI ORDINARIA FOLLIA
E’ stato minacciato di morte per questioni di droga da tre individui, a quanto pare pure loro immigrati, il tunisino con cittadinanza italiana arrestato giovedì dalla polizia dopo che, seminudo, sporco di sangue e strafatto di coca, aveva fatto irruzione nella stanza del sindaco a palazzo San Domenico, ferendo un poliziotto e un vigile urbano. Isllme Jallabi, 20 anni, si trova rinchiuso nel carcere di Ragusa, ma non ha inteso finora chiarire la sua posizione, quasi a coprire, forse per paura di ritorsioni, il terzetto di persone con cui era venuto alle mani nella sua abitazione che divide con la madre e le due sorelle minori al quartiere del Santissimo Salvatore. Si tratta degli stessi individui che poi avevano rincorso il tunisino quando questi si era diretto verso la vicina sede del comune. Almeno mezza dozzina di testimoni hanno confermato di aver visto tre persone inseguire il 20enne seminudo e sporco di sangue, per poi desistere, dileguandosi nei vicoli del centro storico, mentre il fuggitivo aveva trovato scampo in municipio, cominciando a dare di matto. L’uomo aveva sfondato con un calcio la porta della stanza del sindaco, in quel momento vuota, sedendosi sulla scrivania e mangiando una tavoletta di cioccolato modicano che aveva trovato in un cassetto.

Poi il tunisino aveva rotto il naso ad un vigile urbano e l’anulare della mano destra al poliziotto che avevano tentato di ricondurlo a più miti consigli. In casa del tunisino, tutta a soqquadro, gli agenti avevano trovato 13 grammi di cocaina, di cui buona parte suddivisa in quattro piste pronte per essere sniffate, mentre addosso l’immigrato aveva 730 euro, probabile provento dello spaccio, e un bilancino di precisione per il confezionamento delle dosi. Sulla vicenda interviene intanto Vincenzo Cavallo, segretario generale provinciale del sindacato Ugl Polizia, che esprime «Piena solidarietà ai rappresentanti delle forze dell’ordine rimasti feriti, perché solo grazie a loro è stato evitato il peggio». Cavallo evidenzia dunque la cronica carenza di personale, auspicando più uomini e mezzi per fronteggiare meglio la microcriminalità.