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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 535
MODICA - 16/12/2013
Cronache - Alcuni medici sarebbero già iscritti nel registro degli indagati

Indagine interna Asp su bimba operata male

Lo ha deciso il commissario straordinario Angelo Aliquò Foto Corrierediragusa.it

Una indagine interna dell’Asp 7 si affianca all’inchiesta avviata dalla procura che vedrebbe già iscritti nel registro degli indagati alcuni medici, tra cui i componenti dell’equipe del reparto di chirurgia del «Maggiore» che lo scorso settembre eseguirono un intervento non perfettamente riuscito per una appendicite acuta ad una bimba modicana di 8 anni. Alla piccola, dimessa dall’ospedale modicano nonostante la febbre alta, fu poi diagnosticata dai medici della chirurgia pediatrica del policlinico «Vittorio Emanuele» di Catania, dove fu nel frattempo ricoverata, una peritonite potenzialmente mortale e un inizio di cancrena alla ferita aperta per l’intervento cui ne seguì un secondo d’urgenza da parte dei medici etnei, che, di fatto, salvarono la vita alla bambina. Adesso, come accennato, il commissario straordinario dell´Asp 7 Angelo Aliquò (foto) ha deciso di avviare un’ispezione interna all’ospedale «Maggiore» per fare luce sull’ennesimo, presunto caso di malasanità che i genitori modicani 40enni della piccola, agente assicurativo lui, imprenditrice lei, hanno denunciato alla procura per il tramite dell’avvocato di fiducia Giovanni Di Pasquale.

«La notizia che abbiamo appreso dai media – dice Aliquò – lascia alquanto dispiaciuti, anche se tali accadimenti, per fortuna, sono sempre più sporadici, come risulta dalla diminuzione dei contenziosi legali con l’ente. L’Asp – conclude Aliquò – conferma dunque il proprio impegno al prosieguo di tutte le azioni necessarie a garantire ai cittadini un’assistenza sicura e di qualità».

LA CRONACA DEL PRESUNTO CASO DI MALASANITA´
Una bimba modicana di appena 8 anni rischia di morire a causa di un banale intervento chirurgico per appendicite acuta non del tutto riuscito nel reparto di chirurgia dell´ospedale «Maggiore» di Modica. E’ la sintesi della denuncia alla procura sporta dai genitori della piccola paziente a carico di chiunque abbia avuto a che fare con questo ennesimo presunto caso di malasanità, a cominciare dall’equipe medica che ha operato la bambina. Pare che la procura abbia avviato un’inchiesta in cui risulterebbero già iscritti alcuni medici dell’ospedale modicano. Sarebbe già stata acquisita pure la cartella clinica. Il padre e la madre 40enni, agente assicurativo lui, imprenditrice lei, entrambi di Modica e assistiti dall’avvocato di fiducia Giovanni Di Pasquale, hanno vissuto un’autentica via Crucis durata oltre due mesi, fino a quando la bambina è stata dichiarata fuori pericolo grazie al secondo intervento eseguito in chirurgia pediatrica al policlinico «Vittorio Emanuele» di Catania, dove la bambina era stata ricoverata su espresso ordine del pediatra medico di famiglia. Alla bimba, che era stata dimessa dal «Maggiore» nonostante la febbre alta che fece seguito al primo intervento chirurgico, i medici etnei avevano diagnosticato una peritonite potenzialmente mortale, nonché addirittura un inizio di cancrena al torace, dove la ferita non si era rimarginata del tutto a causa del tubo di drenaggio inadeguato (ovvero quello per adulti) utilizzato dai medici durante la precedente operazione chirurgica al «Maggiore».

I fatti si sono verificati tra settembre e ottobre scorsi, quando i genitori portarono la bimba al «Maggiore» di primo mattino dopo i lancinanti dolori accusati dalla piccola al ventre nel corso della notte. Dopo una prima visita al pronto soccorso i medici decisero per l’operazione, che fu eseguita circa otto ore dopo il ricovero, nonostante fosse stata diagnosticata l’appendicite acuta in corso e i ripetuti solleciti dei genitori in corsia. Poi, dopo le dimissioni, il successivo ricovero della bimba a Catania dove emersero i fatti oggetto della denuncia in procura. La piccola, che dimagrì drasticamente arrivando a pesare addirittura poco più di 20 chili a causa di questa disavventura, adesso sta bene.