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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 0:33 - Lettori online 1210
MODICA - 14/12/2013
Cronache - Il raggiro corre sulla rete fino alle case degli ignari utenti

Truffe online per 10mila euro a Modica

In questo periodo prenatalizio in cui magari si preferiscono i negozi virtuali per fare regali risparmiando, si raccomanda dunque di prestare la massima attenzione ai siti in cui si naviga Foto Corrierediragusa.it

Quattro truffe online realizzate con password e dati personali di altrettanti utenti di siti web di aste, compravendite, poker game e scommesse sportive che pagavano le transazioni con le rispettive carte di credito e poste pay, nonché la clonazione di una carta pago bancomat con tre prelievi effettuati all’insaputa dell’utente, che si è ritrovato il conto prosciugato. Somiglia ad un bollettino di guerra la sequela di denunce presentate nell’ultimo mese in commissariato per raggiri per complessivi 10mila euro. Il pericolo corre quindi sulla rete fino alle case degli ignari internauti di Modica ad una impressionante media di una truffa alla settimana. A farne le spese sono stati cinque modicani di 42, 38, 37, 34 e 23 anni. Il primo ha accertato 9 transazioni non autorizzate tra Argentina, Lussemburgo e Canada su «Amazon» per acquisti di varia merce tramite le password e i codici della sua carta di credito. Il secondo ha denunciato due movimentazioni non autorizzate con la sua poste pay. Il terzo e il quarto si sono invece visti addebitare spese per 4mila euro dalle rispettive banche per acquisti online.

Infine la quinta vittima, la più giovane, ha tentato invano un prelievo al bancomat. Quando è apparsa a schermo la scritta «credito insufficiente» il giovane ha chiesto conto e ragione in banca, sentendosi rispondere che risultavano tre prelievi per oltre 2mila euro in altrettanti sportelli bancomat di Modica. L’unica spiegazione possibile stava nella clonazione della carta. E non è finita. L’aspetto più frustrante della vicenda è che la polizia si ritrova con le mani legate. Le indagini vengono difatti rese praticamente impossibili dai trattati internazionali tra gli stati per questo genere di reati. Gli hacker difatti utilizzano siti ospitati da server americani e inglesi quali, per esempio, «Amazon» e «Pokerstars», attuando peraltro i raggiri non solo da casa, ma anche da internet point ai cui titolari vengono fornite generalità fasulle per impedire l’identificazione di coloro che hanno utilizzato le postazioni per raggirare il prossimo.

In questo periodo prenatalizio in cui magari si preferiscono i negozi virtuali per fare regali risparmiando, si raccomanda dunque di prestare la massima attenzione ai siti in cui si naviga, utilizzando browser e antivirus affidabili e tutti i filtri messi a disposizione dalla rete per rendere difficoltosa la vita agli hacker.