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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:23 - Lettori online 951
MODICA - 12/12/2013
Cronache - Erano accusati di concussione e riciclaggio di denaro

"Modica bene": assolti gli 8 imputati

Com’era prevedibile, i giudici hanno accolto la richiesta di assoluzione avanzata lo scorso settembre dal procuratore generale Foto Corrierediragusa.it

Assolti con formula piena gli otto imputati del procedimento giudiziario principale scaturito dalla vicenda nota come «Modica bene» e giunto alla sua udienza finale in Corte d’Appello a Catania. Con il pronunciamento del giudici etnei, difatti, la sentenza assolutoria diventa definitiva in ogni ordine e grado, alla luce della mancanza dei presupposti di colpevolezza. Com’era prevedibile, i giudici hanno accolto la richiesta di assoluzione avanzata lo scorso settembre dal procuratore generale in Corte d’Appello.

L’assoluzione con formula piena è arrivata per l’ex presidente della Regione e già deputato regionale Giuseppe Drago, per il fratello Carmelo, all’epoca assessore al bilancio a palazzo San Domenico, e per l’allora sindaco di Modica Piero Torchi. Assolti pure Giorgio Aprile, Giancarlo Floriddia, Massimo La Pira, Vincenzo Pitino e Giovanni Vasile.

Gli otto imputati, che a suo tempo chiesero di essere giudicati con il rito abbreviato, erano già stati assolti in primo grado, sempre con formula piena, dall’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla concussione e al riciclaggio di denaro. Lo scorso maggio gli stessi giudici etnei avevano rigettato l’acquisizione agli atti delle dichiarazioni rese a suo tempo all’allora procura di Modica da Bruno Arrabito in ordine a determinati episodi di presunti passaggi di denaro tra alcuni soggetti, ritenendo quindi superfluo sentire il teste. I giudici etnei della Corte d’Appello avevano rinviato il procedimento per esaminare altresì le motivazioni che avevano indotto la Corte di Cassazione di Roma ad annullare la sentenza di primo grado per gli altri undici imputati (tra cui lo stesso Arrabito) assolti con il rito ordinario. In questo caso gli atti erano stati rimessi al gup affinché il processo ripartisse da zero.

Di queste motivazioni anche il procuratore generale aveva tenuto evidentemente conto nel formulare la richiesta di assoluzione per questi otto imputati che optarono per il giudizio abbreviato. Richiesta adesso accolta in toto dai giudici etnei al termine della camera di consiglio che ha fatto seguito alle brevi ma circostanziate arringhe degli avvocati del collegio difensivo, tra cui quelle di Bartolo Iacono, Luigi Piccione e Mario Caruso. Proprio i difensori si dicono soddisfatti della sentenza assolutoria dei giudici della Corte d’Appello di Catania, che, in caso di condanna, avrebbero altresì dovuto decidere le pene da infliggere agli imputati. Questi ultimi, pur ritenendosi ovviamente sollevati dalla sentenza assolutoria che mette in via definitiva la parola «fine» a questo troncone principale del procedimento giudiziario (resta quello già citato del rito ordinario a carico degli altri undici imputati) non possono fare a meno di esternare profonda amarezza per una vicenda, che, comunque, ha stravolta la vita di ciascuno di loro, condizionandola per circa un quinquennio.