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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:06 - Lettori online 1165
MODICA - 12/11/2013
Cronache - Arresto lampo della polizia davanti al bar "Fucsia"

Reo confesso accoltellatore arrestato

L’uomo ha spiegato agli agenti di aver perso il lume della ragione al culmine del litigio con la vittima
Foto CorrierediRagusa.it

Si era rifugiato nella propria abitazione come se niente fosse dopo aver accoltellato un 46enne fuori da un bar, dinanzi a parecchi testimoni, e, quando la polizia ha bussato alla sua porta, ha pure finto di non essere in casa. Ma ai polsi del 47enne di Modica Armando Cataldi (nella foto con l´arma utilizzata) sono lo stesso scattate le manette per la pesante accusa di tentato omicidio, aggravata dai futili motivi. L’uomo, messo dinanzi alle proprie responsabilità, ha quindi ammesso di aver avuto un alterco con l’antagonista per motivi economici, sfociato nella coltellata all’addome. Nella villetta di Cataldi, alla periferia di Modica, gli agenti hanno ritrovato l’arma usata per ferire la vittima, ovvero un coltello a serramanico lungo 17 centimetri che l’aggressore aveva accuratamente lavato dal sangue della vittima, e una pistola a salve con caricatore e cartucce.

Il reo confesso ha spiegato agli agenti di aver perso il lume della ragione al culmine del litigio con la vittima, estraendo il coltello dalla tasca del giubbotto e sferrando il fendente dinanzi agli increduli testimoni, che lo hanno successivamente visto allontanarsi in auto. Proprio la collaborazione dei presenti ha consentito a poliziotti diretti dal vice questore aggiunto Maria Antonietta Malandrino di effettuare l’arresto lampo. Non è difatti escluso che Cataldi, già noto per reati simili, potesse presto rendersi uccel di bosco. Invece l’uomo è adesso rinchiuso del carcere di Ragusa. La vittima intanto resta ricoverata in prognosi riservata al «Maggiore» dopo il delicato intervento chirurgico all’addome perfettamente riuscito. Il 46enne non dovrebbe essere in pericolo di vita.

La lite degenerata nella coltellata era scaturita da un credito di mille 260 euro vantato da Cataldi con l’antagonista per una partita di carrube. Il 46enne aveva consegnato al bar 200 euro in meno rispetto alla somma pattuita in origine, scatenando l’ira dell’aggressore.