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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:16 - Lettori online 1032
MODICA - 04/11/2013
Cronache - E’ il secondo gesto intimidatorio in meno di un mese ai danni della "San Pietro"

Bruciata auto titolare agenzia onoranze funebri in ospedale

Il modicano 43enne Gino Puglisi, a quanto pare, ha escluso di aver ricevuto minacce o richieste estorsive magari legate al racket del «Caro estinto» o di concorrenza sleale tra colleghi

E’ doloso l’incendio che nella notte tra domenica e lunedì, poco dopo le 3, ha distrutto l’automezzo dell’agenzia di onoranze funebri «San Pietro» parcheggiato nel piazzale dell’ospedale «Maggiore». L’auto, una «Fiat Panda», è andata distrutta nonostante il tempestivo intervento dei vigili del fuoco, che, tuttavia, ha evitato il propagarsi delle fiamme agli altri mezzi in sosta. Dopo quasi un’ora di lavoro i militari hanno avuto ragione delle fiamme. Pare che la matrice dolosa del rogo sia suffragata dal ritrovamento di resti liquefatti di una bottiglietta di plastica che avrebbe contenuto del liquido infiammabile, con buona probabilità benzina. Le indagini sono condotte dai Carabinieri, che hanno già sentito il titolare dell’agenzia di onoranze funebri. Il modicano 43enne Gino Puglisi, a quanto pare, ha escluso di aver ricevuto minacce o richieste estorsive magari legate al racket del «Caro estinto» o di concorrenza sleale tra colleghi. Ad ogni modo queste ed altre ipotesi non vengono al momento escluse dai militari che stanno battendo tutte le piste, anche perché il titolare delle pompe funebri è stato già destinatario di gesti intimidatori. Nell’ottobre 2010 fu data alle fiamme l’ambulanza che era parcheggiata in una strada laterale di via Nazionale, dove ha sede l’agenzia.

Meno di un mese fa invece era stata incendiata la «Lancia Y» in uso al collaboratore del modicano, parcheggiata in vico Gennaro. In quel caso le fiamme hanno distrutto pure una «Daewoo» di proprietà di un modicano di 26 anni. Anche in questi due ultimi casi i roghi, la cui matrice dolosa era risultata certa, erano stati appiccati di notte. Un po’ troppo per pensare a delle semplici coincidenze soprattutto in un settore abbastanza delicato come quello, per l’appunto, delle onoranze funebri. Pare comunque che il proprietario dei mezzi fosse assicurato.