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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:52 - Lettori online 758
MODICA - 01/11/2013
Cronache - Il modicano 42enne che uccise la moglie Maria Concita Russo

Per la Cassazione il modicano Orazio Toscano è pericoloso

L’uomo sta scontando la pena nel carcere di Brucoli, ricadente nella giurisdizione di Augusta Foto Corrierediragusa.it

E’ stato rigettato dalla Cassazione il ricorso dell’avvocato Saverio La Grua propedeutico all’annullamento del giudizio di pericolosità sociale a carico del suo assistito, l’uxoricida Orazio Toscano (foto), per evitargli ulteriori tre anni di ricovero in un centro specializzato di assistenza psichiatrica al termine della pena detentiva, che il 42enne modicano sta scontando nel carcere di Brucoli, ricadente nella giurisdizione di Augusta. I giudici romani del massimo grado di giudizio si sono quindi uniformati a quanto sostenuto dalla procura generale. Le motivazioni del parere alla base del rigetto del ricorso si conosceranno tra un mese. Nonostante la pericolosità sociale di Toscano fosse stata esclusa anche dai periti del gup in primo grado, e da quelli della Corte d’Assise d’appello di Catania nel secondo grado di giudizio, la procura generale non aveva cambiato parere, al quale si è adesso conformata la Cassazione. Il provvedimento diventa quindi definitivo ma l’ultima decisione spetterà al magistrato di sorveglianza, che potrebbe comunque rivedere il giudizio di pericolosità sociale di Toscano, nel frattempo diventato un detenuto modello che ha altresì conseguito il diploma di ragioniere, dopo aver studiato sodo in cella. Tutto ciò potrebbe portare ad una riduzione di pena.

Il ricorso dell’avvocato di fiducia mirava sostanzialmente ad anticipare i tempi. L’uxoricida era stato condannato in primo grado a 16 anni di reclusione, con il giudizio abbreviato. La pena era stata poi ridotta di due anni dalla Corte d’Appello di Catania. L’uomo, nel marzo 2010, strangolò la moglie Maria Concita Russo, 36 anni, colpendola poi alla testa con una grossa pietra, al culmine di una lite scoppiata in tarda serata mentre discutevano nell’auto parcheggiata in una stradina che costeggia il cimitero di contrada Piano Ceci. L’uomo, dilaniato dai sensi di colpa, tentò mesi dopo il suicidio in cella.