Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:23 - Lettori online 1237
MODICA - 30/09/2013
Cronache - L’aspirante suicida è il 58enne Giovanni Roccaro. Aveva chiesto aiuto al sindaco di Scicli

Disoccupato e senza casa tenta il suicidio

E’ stato l’intuito dei familiari unitamente al tempestivo intervento dei Carabinieri a scongiurare l’ennesimo dramma causato dalla crisi Foto Corrierediragusa.it

E’ stato l’intuito dei familiari unitamente al tempestivo intervento dei Carabinieri a scongiurare l’ennesimo dramma causato dalla crisi. Un uomo di 58 anni, Giovanni Roccaro, originario di Pozzallo ma residente a Scicli, dove da tempo viveva in stato di semi indigenza, aveva tentato di buttarsi sabato mattina nel vuoto dal ponte Guerrieri (foto), uno dei più alti d’Europa, che sovrasta la parte bassa di Modica. Sono stati i parenti a chiamare il 112 intorno a mezzogiorno, quando l’uomo si era lasciato andare all’ennesima manifestazione di sconforto per essere rimasto disoccupato e senza una casa, dopo essersi allontanato dal proprio nucleo familiare. A seguito della telefonata dell’allarmata moglie, che aveva capito che il consorte voleva raggiungere Modica per buttarsi dal ponte, una pattuglia dei militari è subito partita dalla caserma di via Resistenza Partigiana, raggiungendo in pochi minuti il viadotto, dove hanno notato l’uomo che stava dirigendosi a piedi verso il tratto di carreggiata che corrisponde al pilastro più alto.

Prima che Roccaro potesse mettere in atto il suo gesto estremo, i carabinieri hanno accostato e lo hanno convinto a salire in auto con loro, dirigendosi quindi al pronto soccorso, dove i medici hanno somministrato un calmante al 58enne in stato semiconfusionale. L’uomo, che lavorava come cameriere in una trattoria di contrada Arizza a Scicli, era caduto in disgrazia dopo il licenziamento causato dalla chiusura del locale, al punto da essere costretto a trascorrere la notte su una delle panchine del giardino pubblico del quartiere Stradanuova, mentre il cibo glielo procuravano alcuni volontari di un’associazione. Roccaro, lo scorso agosto, aveva chiesto aiuto al sindaco Franco Susino per ottenere vitto, alloggio e un lavoro che gli consentisse di guadagnare qualcosa per il mantenimento della figlia diversamente abile, ospite di un centro specializzato a Troina. Pare che le richieste fossero rimaste lettera morta, inducendo dunque l’uomo a tentare l’insano gesto.