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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 818
MODICA - 10/09/2013
Cronache - Dopo l’iscrizione nel registro degli indagati per il reato di concussione

Carmelo Drago: "Da vittima a imputato"

L’ex assessore del comune di Modica si dichiara quindi innocente e vittima della stessa truffa di cui gli inquirenti lo ritengono invece essere uno dei responsabili Foto Corrierediragusa.it

«Da parte offesa e danneggiata quale mi ritengo essere in questa vicenda, mi ritrovo invece ad essere imputato con l’accusa di concussione: come dire, oltre al danno pure la beffa». Non le manda a dire l’ex assessore comunale al bilancio e allo sviluppo economico Carmelo Drago (foto), tra i cinque indagati nell’inchiesta per le ipotesi di reato prospettabili di truffa, appropriazione indebita, falsità in atto pubblico e, per l’appunto, concussione. Oltre a Drago nel registro degli indagati figurano altri due modicani e altrettanti palermitani. L’ex assessore del comune di Modica si dichiara quindi innocente e vittima della stessa truffa di cui gli inquirenti lo ritengono invece essere uno dei responsabili. «Mi ritengo del tutto estraneo alle accuse, come dimostreranno i miei avvocati, e mi aspetto una richiesta di archiviazione nei miei confronti. Confido in ogni caso nella Giustizia, che, seppure con tempi biblici – conclude Drago – il più delle volte riesce a far emergere la verità di fondo».

A carico dell’ex assessore e di un’altra ventina di persone tra politici, imprenditori e privati cittadini, ci fu qualche anno fa un’inchiesta analoga a quella attuale e sfociata in un processo poi conclusosi con un’assoluzione collettiva. Drago si aspetta un epilogo del genere anche adesso. «Nel frattempo – aggiunge – prego il Signore ogni giorno affinché dia la forza a me e ai miei cari di resistere e reagire a questa ennesima e ingiusta gogna mediatica». L’attuale fascicolo fu aperto a seguito della vendita di un terreno a Treppiedi Sud per 600mila mila euro, di proprietà di due coniugi che avevano delegato allo scopo il modicano Emanuele Avveduto, rappresentante di un’agenzia di consulenza tecnica edilizia e al contempo dipendente comunale. Avveduto sarebbe stato indotto dall’allora assessore Drago a consegnare, anche tramite il suo collaboratore Giorgio Sammito, 320mila euro per ottenere il rilascio di un’apposita autorizzazione da parte dello sportello unico.

Il quarto indagato, Vincenzo Cortegiani, palermitano, è accusato di truffa aggravata in concorso con Avveduto, e di ricettazione. L’ultimo indagato, Pietro Polisano, pure lui di Palermo, in qualità di rappresentante della «Omnia Trade Consulting» avrebbe apposto su scritture private fittizie le firme false dei proprietari del terreno, che sporsero denuncia.

L´ORIGINE DELL´INCHIESTA
C’è pure l’ex assessore allo sviluppo economico Carmelo Drago tra i cinque indagati nell’inchiesta per le ipotesi di reato prospettabili di truffa, appropriazione indebita, falsità in atto pubblico e concussione. Proprio di quest’ultima accusa è chiamato a rispondere Drago. E’ quanto emerge dagli avvisi di conclusione delle indagini notificati in queste ore alle parti interessate, tre modicani e due palermitani. Il fascicolo fu aperto a seguito della vendita di un terreno a Treppiedi Sud nel 2008, per 600mila mila euro, di proprietà di due coniugi che avevano delegato allo scopo il modicano Emanuele Avveduto, rappresentante di un’agenzia di consulenza tecnica edilizia e al contempo dipendente comunale. Secondo l’accusa quest’ultimo, difeso dall’avvocato Piero Sabellini, avrebbe incassato l’intero importo proveniente dalla vendita del terreno, trattenendolo per sé. All’uomo è contestato il reato di appropriazione indebita, continuata e aggravata. Stando alle indagini, Avveduto sarebbe stato indotto dall’allora assessore Drago a consegnare, anche tramite il suo collaboratore Giorgio Sammito, 320mila euro per ottenere il rilascio di un’apposita autorizzazione da parte dello sportello unico. I due sono difesi dagli avvocati Mario Caruso e Salvatore Poidomani.

Il quarto indagato, Vincenzo Cortegiani, palermitano, è accusato di truffa aggravata in concorso con Avveduto, e di ricettazione. Sarebbe stato lui il mediatore nella vendita dell’immobile, collocandosi come promittente-acquirente. La seconda accusa è inerente a una serie di assegni bancari, utilizzati per l’operazione immobiliare, risultati rubati a Nicosia e il cui furto era stato denunciato dal titolare. L’ultimo indagato, Pietro Polisano, pure lui di Palermo, in qualità di rappresentante della «Omnia Trade Consulting» avrebbe apposto le firme false dei proprietari del terreno, all’insaputa di questi ultimi, su scritture private fittizie. I legali dei cinque indagati avranno adesso a disposizione una ventina di giorni di tempo per produrre eventuali memorie difensive a loro discolpa prima della richiesta di rinvio a giudizio sulla quale dovrà decidere il magistrato.