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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:29 - Lettori online 1360
MODICA - 06/09/2013
Cronache - Il modicano, noto per il suo impegno politico, è morto all’età di 56 anni

Stroncato da malattia Valerio Ragusa. Il ricordo di Torchi

I funerali saranno celebrati lunedì alle 10.30 nella chiesa di San Pietro
Foto CorrierediRagusa.it

Si è spento all´età di appena 56 anni dopo aver lottato per settimane con una malattia che non gli ha concesso scampo il modicano Valerio Ragusa, "Lello" per gli amici, ex responsabile del settore turismo nell´era della giunta Torchi e conosciuto per il suo impegno politico. Valerio Ragusa lascia la moglie e due figli. Pubblichiamo di seguito il ricordo di Valerio Ragusa tratteggiato dal già sindaco Piero Torchi (entrambi nella foto d´archivio), che lo ricorda come uomo e come valido professionista. I funerali saranno celebrati lunedì alle 10.30 nella chiesa di San Pietro.

Se n’è andato in punta di piedi cosi come aveva vissuto; quasi con il timore di disturbare gli altri con il suo immenso dolore e con il pudore di voler essere ricordato per quello che era: marito amorevole, padre affettuoso, dirigente preparato, amico sincero.

Ho avuto il piacere di averlo a fianco per più di un’intera legislatura, per 6 lunghi anni, in una stagione irripetibile per gran parte della città, in qualità di responsabile del settore turismo, ma anche delle grandi manifestazioni che abbiamo immaginato e costruito insieme. Uomo leale all’istituzione, ma anche, con onore ai suoi referenti politici ed agli assessori che si succedevano, ha dimostrato come, con onestà e competenza, si possa governare un settore cosi complicato, impetuoso e determinante per una città come Modica.

La sua scelta di trascorrere l’ultima parte della sua carriera a Ragusa, negli uffici della disciolta Provincia, ha coinciso, purtroppo, con l’inizio del so calvario, fatto di repentini progressi, ma anche di dolorosissime e frustranti ricadute. Non sono bastati l’affetto della famiglia, la vicinanza della moglie Laura, l’amore dei suoi figli e, purtroppo, neanche i ripetuti viaggi della speranza cui si era sottoposto per cercare altrove ciò che, forse, la medicina qui non poteva offrirgli.

Alla fine l’atroce male ha avuto la meglio in un caldo e nuvoloso pomeriggio di fine estate che ha portato con sé, insieme alla pioggia ed ai tuoni, anche la notizia che Valerio non c’era più, che da quel momento avevamo un amico in più da piangere e da ricordare con nostlgia ed affetto.

Avevo avuto la forza e la possibilità di salutarlo per l’ultima volta lunedì; già allora si capiva che l’inevitabile si stava avvicinando al galoppo. Eppure mi volle ricevere, volle scambiare, seppure a fatica, poche ma significative frasi nelle quali si raccoglieva una vita intera condivisa nella passione per la politica, negli affetti in comune, nell’impegno civile e, persino, nelle interminabili attese dei figli nel cortile della scuola che assieme frequentavano.

Ciò che ci siamo detti, rimasti soli grazie alla straordinaria delicatezza del figlio, resterà per sempre nel mio cuore e nella mia mente, consapevole di aver raccolto solo una piccola parte del suo testamento morale e del suo addio alla vita terrena. Cara Laura, caro Nicola e piccola Chiara, una parte però di questo piccolo colloquio posso rivelarvelo: vostro papà era un uomo per bene del quale dovrete, come siete, essere per sempre orgogliosi.

A noi, amici, colleghi, anche semplici conoscenti, assieme a Voi, il compito, difficile ma indispensabile, di mantenerne in vita il ricordo e la memoria. Nulla muore veramente fino a quando se ne conserva il ricordo: con questo impegno ti salutiamo, caro Valerio.

Il sonno eterno ti sia lieve e sereno come lieve e sereno è stato il tuo passaggio in terra.

Piero Torchi