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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 569
MODICA - 01/09/2013
Cronache - Indagini in corso da parte della polizia postale per risalire agli autori

Truffa via internet da Palermo a Modica

Le somme, in sostanza, sono transitate in un altro conto corrente e poi sono state prelevate da ignoti Foto Corrierediragusa.it

Truffa di quasi 2mila 500 euro via internet lungo l’asse Palermo – Modica sfruttando il wi-fi, il sistema di trasmissione dati senza fili, spesso non adeguatamente protetto dagli utenti con le apposite password e quindi facilmente violato dagli hacker, come si presume sia avvenuto in questo caso. La truffa è stata accertata dalla polizia postale a seguito della denuncia presentata dal titolare di un conto corrente che ad un controllo dei suoi risparmi, ha constatato che erano state effettuate a sua insaputa due diverse operazioni di prelievo online attraverso il servizio di internet banking offerto dagli istituti di credito per consentire una maggiore autonomia e risparmio di tempo all’utente. Stando a quanto finora accertato dalla polizia postale, una operazione di prelievo online è stata effettuata da Modica e l’altra da Palermo, quasi in contemporanea, rispettivamente di mille 400 e 900 euro.

Le somme, in sostanza, sono transitate in un altro conto corrente e poi sono state prelevate da ignoti, evidentemente in possesso dei dati sensibili per accedere al servizio di internet banking ottenuti forse dopo aver violato il computer della vittima designata attraverso il sistema wi-fi. Dagli identificativi Ip, gli investigatori sono risaliti agli intestatari delle due linee Adsl di Palermo e Modica con le quali sono state effettuate le operazioni di prelievo fraudolente, ma entrambi i titolari del contratto sono risultati essere estranei ai fatti e anzi pure loro vittime degli hacker che hanno utilizzato l’Adsl per compiere la truffa. Addirittura uno degli intestatari dell’utenza sotto accusa, una donna residente in una delle palazzine popolari di via Fabrizio, aveva poco tempo prima presentato al gestore telefonico richiesta di disattivazione del servizio.

Le indagini della polizia sono in corso e non si esclude che dietro la truffa ci possa essere un’organizzazione a delinquere ben congegnata, anche perché sarebbe materialmente impossibile che una singola persona possa avere effettuato i due prelievi fraudolenti quasi in contemporanea da città distanti tra loro circa 300 chilometri come Palermo e Modica, proprio come invece accaduto nei fatti oggetto della denuncia.