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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 19:51 - Lettori online 1118
MODICA - 02/08/2013
Cronache - I sigilli apposti dalla polizia provinciale nel plesso scolastico di via Vittorio Veneto

Sequestro scuola: ex sindaco Buscema e assessori indagati

Tutti sono tra gli altri accusati di non aver proceduto a suo tempo ad effettuare dei sopralluoghi necessari alla messa in sicurezza della struttura
Foto CorrierediRagusa.it

Paventato addirittura il rischio crollo tra le carenze strutturali del primo piano della scuola del plesso «Santa Marta» di via Vittorio Veneto (foto), posto sotto sequestro preventivo nell’ambito dell’inchiesta avviata dalla procura a seguito dell’esposto di un gruppo di genitori e che vede sei persone iscritte nel registro degli indagati per l’ipotesi di reato prospettabile di omissione d’atti d’ufficio in concorso. I sigilli sono stati apposti ieri mattina dagli agenti della polizia provinciale. Il primo piano è quindi inaccessibile, dopo lo sgombero repentino dei locali, nei quali vi erano allogate sei classi e un laboratorio. Tutto è stato accatastato al pianterreno, dopo il blitz degli agenti che hanno subito disposto lo svuotamento delle aule cui ha fatto seguito l’apposizione dei sigilli.

I NOMI DEI 6 INDAGATI
Nel registro degli indagati è finita buona parte della precedente giunta comunale, a cominciare dall’ex sindaco Antonello Buscema. E poi ancora gli assessori pro tempore Tato Cavallino alla pubblica istruzione e alle manutenzioni e il suo predecessore Antonio Calabrese; Giorgio Cerruto ai lavori pubblici; Peppe Sammito che succedette a Cerruto nella delega, oltre al dirigente ai lavori pubblici Puccio Patti. Tutti sono tra gli altri accusati di non aver proceduto a suo tempo ad effettuare dei sopralluoghi necessari alla messa in sicurezza della struttura, che avrebbe presentato copiose perdite d’acqua scaturenti da infiltrazione dal tetto, oltre ad essere del tutto irregolare per quanto riguarda le rigide norme antisismiche e antincendio in caso di emergenze, come più volte certificato dai vigili del fuoco nell’ambito dei recenti sopralluoghi effettuati.

PRIMO PIANO SEQUESTRATO, MA NON IL PIANTERRENO. CONTRADDIZIONE IN TERMINI?
La chiusura del primo piano non comporterebbe però nessun problema per il pianterreno, dove sono allogate le classi di scuola media inferiore, e che non risulta interessato dalle carenze strutturali che riguardano invece il primo piano. E’ pur vero che questa circostanza appare come una contraddizione in termini, dal momento che eventuali cedimenti del primo piano potrebbero comportare, in teoria, conseguenze anche al pianterreno. Ad ogni modo al momento è stato posto sotto sequestro solo il primo piano della scuola, per il quale è stato nominato custode giudiziale il sindaco Ignazio Abbate, che, già ieri mattina si è recato nei locali per rendersi conto della situazione e interloquire con la polizia provinciale che stava apponendo i sigilli. Anche buona parte delle persone indagate era presente ieri nella sede del plesso scolastico «Santa Marta», manifestando serenità in ordine all’inchiesta scaturita dall’esposto di alcuni genitori che non si sono firmati. Nella scarna paginetta della missiva inviata peraltro pure al ministero della pubblica istruzione, si fa riferimento alle già citate infiltrazioni d’acqua che rendevano insalubri e poco sicuri i locali, soprattutto nei mesi invernali, con tangibili rischi alla salute dei piccoli alunni delle sei classi elementari. Da qui la decisione della procura di porre sotto sequestro preventivo il primo piano, che, come accennato, è stato affidato in custodia al primo cittadino Abbate.

COSA INTENDE FARE IL SINDACO ABBATE
«Mi sto dando da fare – dice il sindaco Ignazio Abbate – per assicurare una sistemazione in altri siti alle sei classi in tempo per settembre, quando riapriranno le scuole. Nelle more – conclude Abbate – vedrò se è possibile reperire fondi per la messa in sicurezza del primo piano dell’edificio». La scuola è stata in passato oggetto di diverse ipotesi, tra cui quella dell’abbattimento per riconvertire i locali in centro commerciale con contestuale costruzione di un’altra scuola ex novo in viale Medaglie d’Oro, al posto del mercato ortofrutticolo che doveva traslocare in contrada Michelica. In alternativa era stata ipotizzata una ristrutturazione della stessa scuola, ma mancavano i fondi regionali, mentre il comune, in ristrettezze di cassa, non avrebbe potuto garantire la quota di 450mila euro necessaria per l’avvio dei lavori nel vecchio edificio, che versa in precarie condizioni in quanto risalente alla fine degli anni 50 e mai oggetto di ristrutturazione.