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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 685
MODICA - 06/07/2013
Cronache - Beppe Lumia, Monica Cirinnà, Rosa Maria De Giorgi, Lucio Romano e Venerina Padua

Senatori a Modica per tribunale e carcere

Sono i componenti della commissione del Senato incaricata di valutare le condizioni del palazzo di giustizia di via Aldo Moro e del carcere di Piano del Gesù a Modica Alta
Foto CorrierediRagusa.it

Cinque senatori ieri a Modica per ribadire l’idea dei tribunali riuniti, con lo scopo di non far perdere nel nulla il palazzo di giustizia dopo l’accorpamento del tribunale con Ragusa, e per perorare la causa del mantenimento del carcere, dopo la sospensione della chiusura già decisa. Beppe Lumia, Monica Cirinnà, Rosa Maria Di Giorgi, Lucio Romano e Venerina Padua, che ha fatto gli onori di casa, componenti della commissione del Senato incaricata di valutare le condizioni del palazzo di giustizia di via Aldo Moro e del carcere di Piano del Gesù a Modica Alta, hanno ribadito le loro idee già contenute nel ddl che condivide, ma solo fino ad un certo punto, la riforma giudiziaria voluta dal ministro Cancellieri. Una riforma valida sotto il profilo del risparmio sui costi, ma da correggere in maniera chirurgica per non distruggere, come nel caso di Modica, tutto quanto è stato finora fatto per tribunale e carcere, che funzionano in maniera egregia.

I cinque senatori hanno promesso battaglia affinché quanto già deciso possa essere rivisto, con un’accesa question-time con lo stesso ministro di grazia e giustizia che, secondo i componenti della commissione, dovrà ascoltare e prendere atto delle esigenze di mezza Italia, che coincidono con quelle di Modica. I cinque senatori puntano quindi al mantenimento del palazzo di giustizia anche dopo l’accorpamento del tribunale di Modica con quello di Ragusa, al fine di non sperperare 12milioni di euro, tanto è il costo della struttura, e mantenerla efficiente. L’idea, come accennato, è quella di un tribunale riunito di Ragusa – Modica (peraltro già sostenuta dal parlamentare Nino Minardo), mantenendo una sezione staccata proprio a Modica, anche perché a Ragusa persiste ancora il non facile problema del reperimento dei locali per ospitare il personale di Modica e della sezione staccata di Vittoria.

Per quanto concerne il carcere, i cinque senatori auspicano che ne sia scongiurata la chiusura, al momento sospesa, «Perché si tratta di una realtà che funziona e che va quindi tutelata e migliorata, annettendo alla struttura i 3mila metri quadrati di area demaniale attigua al cortile dell’ora d’aria, in modo tale da aggiungere attività educative per i detenuti condannati per reati lievi, e che meritano il reinserimento nella società», nell’opinione del senatore Lumia. Il progetto prevedrebbe il passaggio della suddetta area demaniale alla Regione, e poi la realizzazione con i fondi europei. Parole alle quali i cinque senatori sono ben determinati a far seguire i fatti, prima della fatidica data del 13 settembre, che segnerà l’accorpamento definitivo del tribunale di Modica con quello di Ragusa, e che potrebbe determinare anche la chiusura del carcere. Per la Di Giorgi «I politici di buona volontà devono sapere utilizzare gli strumenti giusti a vantaggio dei cittadini, abbattendo le lungaggini procedurali e i farraginosi passaggi burocratici, ragionando in aderenza alle reali esigenze della collettività e non solo sulla base della fredda logica dei numeri della spending review».

Dello stesso avviso la Cirinnà secondo cui «Bisogna bypassare quella occulta presenza determinata dalla casta e dalla burocrazia ministeriale che fossilizza i buoni propositi. Occorre – ha chiosato la senatrice – che la voce del Parlamento sia ascoltata e tenuta nella debita considerazione da chi si deve collocare in una posizione di servizio, e non solo decisionale. Per rendere possibile tutto questo – ha concluso la Cirinnà – bisogna far ruotare gli «eterni» direttori generali e funzionari per corroborare la macchina burocratica con una linfa nuova». Il confronto resta quindi serrato e il Parlamento non molla perché si sta dimostrando vicino al territorio, come sostenuto dalla Padua, secondo cui «Il tribunale e il carcere di Modica vanno mantenuti in quanto presidi di legalità».

Nella foto in alto da sx Romano, Di Giorgi, Padua, Cirinnà e Lumia


AUTOLESIONISTI
07/07/2013 | 9.35.28
attila

Attenzione: più tribunali e più carceri ci sono, più rischiano i politici di andarci a finire loro...