Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 0:33 - Lettori online 564
MODICA - 06/07/2013
Cronache - Nozze combinate tra modicani e immigrate per l’ottenimento del permesso di soggiorno

Matrimoni d´interesse a Modica: 32 rinvii a giudizio

Coinvolti nel procedimento 20 cittadini italiani residenti tra Modica, Scicli, Pozzallo, Giarratana, Ragusa e Caltanissetta, e 16 marocchini

Sono stati tutti rinviati a giudizio i 32 imputati del procedimento in udienza preliminare scaturito dall’operazione «Agenzia matrimoniale», condotta dai Carabinieri nel novembre 2011 e che portò alla luce un giro di matrimoni «facili» tra modicani e immigrate per l’ottenimento del permesso di soggiorno senza troppe difficoltà. Era difatti questo il modus operandi posto in essere dall’organizzazione sgominata dai militari. In origine gli imputati erano 36, ma un imputato ha scelto un rito alternativo e altre tre posizioni sono state stralciate per cavilli giudiziari. I 32 rinvii a giudizio a carico di altrettanti imputati sono stati decisi dal gup Maria Rabini, in accoglimento della richiesta avanzata dal pm Alessia La Placa. Gli imputati dovranno quindi comparire il prossimo 9 ottobre dinanzi al giudice di Ragusa. Coinvolti nel procedimento 20 cittadini italiani residenti tra Modica, Scicli, Pozzallo, Giarratana, Ragusa e Caltanissetta, e 16 marocchini.

Gli italiani sono Emanuele Calabrese, Vincenzo Cannata, Noè Carbonaro, Angela Cavalieri, Raffaele Coria, Gianni Rubera Coria, Letizia Covato, Giovanni Fidone, Giovanni Guardiano, Sebastiano Lagona, Francesco Leone, Vincenzo Pisani, Salvo Pitino, Giorgio Pino, Sebastiano Di Martino, Vincenzo Pino, Michele Roccasalva, Enza Roccasalva, Orazio Scilla e Giovanni Scollo. L’organizzazione sarebbe stata gestita in primis da immigrati a Modica e nel circondario con lo scopo di trovare un coniuge residente, nella maggior parte dei casi una persona indigente e quindi bisognosa di soldi, a magrebini in scadenza di permesso di soggiorno da far convolare a nozze, in maniera tale da ottenere il rinnovo automatico e bypassare le ordinarie procedure ministeriali, piuttosto stringenti in casi del genere, soprattutto per i richiedenti dal Marocco.

In moltissimi casi il matrimonio d’interesse sarebbe stato celebrato tra cittadini italiani e stranieri arrivati clandestinamente in Italia, al fine di evitarne l’espulsione con contestuale rimpatrio. In altri casi si sarebbe convolati a nozze direttamente in Marocco, con tanto di falsa conversione all’Islam per rendere la circostanza più credibile. Le accuse contestate sono favoreggiamento illegale dell’immigrazione clandestina e falsità ideologica.