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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:16 - Lettori online 824
MODICA - 01/07/2013
Cronache - Il tribunale del riesame di Catania ha rigettato le richieste di remissione in libertà

Restano ai domiciliari Pasquale Radenza e il nipote Fabio

I due Radenza si erano proclamati innocenti, dichiarandosi estranei ai fatti loro contestati dagli inquirenti

Restano ai domiciliari gli imprenditori modicani del settore dei supermercati e della vendita di alimentari all’ingrosso Pasquale e Fabio Radenza, di 66 e 31 anni, rispettivamente zio e nipote. Il tribunale del riesame di Catania ha difatti rigettato le richieste di remissione in libertà avanzate dall’avvocato Salvatore Poidomani. I due Radenza si erano proclamati innocenti, dichiarandosi estranei ai fatti loro contestati dagli inquirenti. Entrambi erano stati arrestati ad inizio giugno assieme ad altre tre persone dalla Guardia di finanza nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura etnea su una frode fiscale da oltre 100 milioni di euro.

Gli altri tre soggetti finiti in manette erano i catanesi Ernesto e Nunzio Valore e il siracusano Francesco Accardi. Anche per loro è stata rigettata la richiesta di revoca dei domiciliari. I finanzieri avevano eseguito le ordinanze di custodia cautelare per associazione a delinquere, omessa dichiarazione, emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti nelle province di Catania, Ragusa e Siracusa. Erano stati sequestrati beni per oltre 13 milioni di euro.