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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:45 - Lettori online 807
MODICA - 29/06/2013
Cronache - Le indagini sugli edifici difformi dal progetto originario

Avviata da un esposto l´inchiesta sulle villette a Modica

Una somma ingente che corrisponde al danno erariale calcolato dagli inquirenti e segnalato alla Corte dei conti di Palermo
Foto CorrierediRagusa.it

E’ stata avviata sulla base di un esposto anonimo l’indagine della Guardia di finanza, coordinata dalla procura di Modica, relativa alla truffa aggravata in concorso alla Regione e al comune, nonché all’Ircac (Istituto regionale per il credito alla cooperazione) contestata a 100 indagati per le 95 villette a schiera di via Rocciola Scrofani realizzate in maniera difforme dal progetto originario. Uno degli indagati, secondo l’accusa, avrebbe contribuito a presentare all’Utc un progetto edilizio diverso da quello inoltrato alla Regione per poter fruire del mutuo a tasso agevolato e che, alla luce di quanto emerso dalle indagini, potrebbe a questo punto essere rinegoziato e riconcesso a tasso ordinario. Proprio dalla diversità dei due progetti edilizi i finanzieri hanno accertato che le villette erano state modificate a piacimento e in maniera illegale dai proprietari, con la realizzazione di un secondo appartamento interrato o di mansarde abusive, o annettendo il garage all’abitazione dopo averlo trasformato in soggiorno o salone.

L’esposto anonimo dal quale hanno avuto origine le indagini, scattate nel 2010 e proseguite per oltre tre anni, sarebbe forse riconducibile ad una delle decine di persone all’epoca escluse dalle cinque cooperative indagate per l’accesso al mutuo agevolato di edilizia cooperativa della Regione: si tratta della «Trinacria», della «Amicizia», della «Quasimodo», della «Montale» e della «America», i cui rispettivi presidenti risultano tra i 100 indagati, assieme ai direttori dei lavori, ai titolari dell’azienda costruttrice e ai proprietari delle villette. Il danno erariale accertato e segnalato dalle fiamme gialle alla Corte dei conti di Palermo ammonta a 7milioni e 600mila euro, pari al finanziamento concesso dalla Regione e indebitamente percepito dagli indagati, che, secondo quanto emerso dalle indagini, non possedevano tutti i requisiti richiesti per beneficiare del mutuo a tasso agevolato. Le persone coinvolte sono difatti accusate pure di false dichiarazioni in atto pubblico, nonché di abusivismo edilizio e di mutazione delle destinazioni d’uso di parti degli immobili.

LE IPOTESI DI REATO
Truffa aggravata in concorso ai danni di enti pubblici, nella fattispecie la Regione Siciliana, il comune di Modica e l’Ircac (Istituto regionale per il credito alla cooperazione) per oltre 7milioni 600mila euro. Una somma ingente che corrisponde al danno erariale calcolato dagli inquirenti e segnalato alla Corte dei conti di Palermo. E’ questa l’ipotesi di reato prospettabile per 100 indagati nella vicenda dell’edificazione di 95 villette a schiera in via Rocciola Scrofani (nella foto di Maurizio Melia e Luca Migliore). Le altre accuse sono di false dichiarazioni in atto pubblico, abusivismo edilizio e mutamento della destinazione d’uso.

I DETTAGLI DELL´INCHIESTA
Stando all’inchiesta avviata dalla procura e condotta dalla Guardia di finanza dal 2010, le villette sarebbero state edificate, o comunque modificate, sulla base di progetti difformi rispetto a quelli originari per i quali era stato concesso dagli enti pubblici il finanziamento per mutui agevolati di edilizia di cooperativa popolare. Sarebbero quindi stati variati i parametri dimensionali rispetto a quelli per i quali era stato concesso il finanziamento agevolato dalla Regione, che, sulla base della fondatezza delle indagini dei finanzieri, potrebbe rinegoziare i mutui e riconcederli a tasso ordinario, entro dieci anni dall’accertamento delle presunte irregolarità.

GLI INDAGATI
Tra gli indagati vi sono i presidenti di cinque cooperative, i titolari della ditta costruttrice degli immobili, i direttori dei lavori e i proprietari delle villette, tra cui esponenti politici ed istituzionali. Questi ultimi hanno percepito un finanziamento pubblico di circa 80mila euro a villetta, suddivise tra le già citate cinque cooperative coinvolte nell’inchiesta e che, nel dettaglio, sono la «Amicizia», la «America», la «Trinacria», la «Quasimodo» e la «Montale». Buona parte degli indagati ha già ricevuto la notifica di conclusione delle indagini e i rispettivi legali stanno già preparando le memorie difensive da presentare al magistrato che dovrà poi vagliare le singole posizioni. Le presunte irregolarità furono accertate nel corso delle indagini con una serie di controlli effettuati dalle fiamme gialle con il consulente tecnico nominato dalla procura e i periti di parte nelle singole abitazioni degli indagati.

IL MECCANISMO DELLA PRESUNTA TRUFFA
Nei cosiddetti vuoti tecnici, creati appositamente per controlli periodici sulla stabilità delle strutture e per procedere alla manutenzione, alcuni degli indagati avrebbero allargato i vuoti realizzato un «doppione» interrato dell’appartamento esistente e creando, di fatto, abitazioni a due piani. In altri casi il garage sarebbe stato annesso all’abitazione, diventandone parte integrante e adibito ad esempio ad ingresso o soggiorno. Sono pure state realizzate delle mansarde abusive. La truffa ai danni del comune di Modica si concretizza, tra le altre cose, nei tributi dovuti realmente (Imu, Tarsu etc.) sulla base del reale uso abitativo delle villette e della loro attuale conformazione dopo la realizzazione sulla base del progetto presentato all’ufficio tecnico comunale, che sarebbe diverso rispetto a quello inoltrato alla Regione per ottenere i mutui a tasso agevolato. A questo scopo alcuni degli indagati avrebbero dichiarato di non possedere ulteriori immobili, mentre i finanzieri hanno accertato che ciò non corrispondeva al vero.

LA TESI A DISCOLPA
Da parte loro gli indagati si difendono, tramite i rispettivi legali, sostenendo che tutti i soldi pubblici percepiti sono stati spesi per le villette e di aver contratto ulteriori mutui per apportare le modifiche, che, stando a quanto sostenuto dagli interessati, non avrebbe mutato l’originaria cubatura delle villette.


Quando a Ragusa e a Marina di Ragusa?
29/06/2013 | 15.11.10
Giovanni

Quando si verificherà il mantenimento della destinazione d´uso nelle zone a espansione residenziale di Ragusa e a Marina di Ragusa?
A Marina di Ragusa, nelle zone costruite come edilizia economica residenziale molti furbetti hanno pure la piscina.