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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:29 - Lettori online 865
MODICA - 20/06/2013
Cronache - L’operazione "Blasphemia" fu condotta nel 2008 dalla Guardia di finanza

"Grande Opera di Maria": tutti assolti

La pubblica accusa aveva chiesto una pena complessiva di dieci anni e quattro mesi
Foto CorrierediRagusa.it

Tutti assolti i quattro imputati del processo – fiume durato tre anni e mezzo e scaturito dall’operazione «Blasphemia» condotta nel settembre 2008 dalla Guardia di finanza sulla comunità religiosa di Ispica «Grande opera di Maria», rispetto alla pena complessiva di dieci anni e quattro mesi che era stata invocata dalla pubblica accusa. Gli imputati erano accusati di associazione per delinquere ed edilizia abusiva, mentre dal reato di truffa era stata derubricata l’aggravante. Il collegio penale presieduto dal giudice Antongiulio Maggiore ha assolto perché il fatto non sussiste e per non aver commesso il fatto la cosiddetta leader carismatica della setta Iole Rizza, 71 anni, la «veggente» Giovanna Assenza, di 61, il modicano Orazio Garofalo, presidente dell’associazione – setta, e il 74enne Saverio Cannata, pure lui di Modica e segretario della Gom. La condanna alla pena pecuniaria di un’ammenda di 2mila euro ciascuno è stata decisa solo per Rizza e Garofalo per il reato di mutamento della destinazione d’uso dell’immobile sede della comunità, che, in origine, era stato progettato come centro di produzione e magazzino di prodotti ortofrutticoli.

Per Rizza, Assenza e Garofalo il pm aveva chiesto tre anni e due mesi di carcere ciascuno. A carico di Cannata era stata invece chiesta una pena più mite di un anno e due mesi di reclusione, alla luce della posizione marginale in seno alla vicenda, che ha visto sfilare in aula oltre 300 teste nell’ambito del lungo processo di primo grado conclusosi con la sentenza assolutoria emessa ieri pomeriggio e alla quale hanno assistito, oltre agli imputati, pure una cinquantina di adepti della comunità (foto). Soddisfatti gli avvocati Michele Sbezzi del foro di Ragusa, e Salvatore Poidomani del foro di Modica, secondo cui «La sentenza fa giustizia e riporta serenità tra i nostri assistiti, che hanno dovuto sopportare sei mesi di custodia cautelare a questo punto rivelatisi inutili». Le indagini a suo tempo condotte dalle Fiamme gialle fecero luce proprio su presunti raggiri da parte dei reggenti della Gom ai danni degli adepti, ai quali sarebbero stati sottratti denaro, beni mobili ed immobili. Ma i teste hanno poi sostenuto in aula che le elargizioni erano sempre state volontarie, senza costrizioni della Gom. Il collegio difensivo aveva incentrato proprio su questa circostanza le tesi a discolpa degli imputati, ora andati assolti.