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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:29 - Lettori online 1508
MODICA - 18/06/2013
Cronache - L’autore dell’aggressione dello scorso gennaio in centro storico si era reso latitante

L´accoltellatore del tunisino preso a Fiumicino

Gli agenti, coordinati dal vice questore aggiunto Maria Antonietta Malandrino, erano risaliti all’identità del tunisino nell’ambito delle indagini condotte anche sulla base della testimonianza della stessa vittima Foto Corrierediragusa.it

Dopo avere mezzo ammazzato un connazionale 33enne a coltellate, si era sottratto all’arresto, rendendosi latitante per cinque mesi. Ma proprio quando ormai stava per rendersi uccel di bosco in maniera definitiva, la Polizia ha scovato il tunisino 20enne Najeh Hamza a Fiumicino, dove stava per prendere il volo, letteralmente. Invece il giovane, già destinatario di un provvedimento di espulsione emesso dal Questore di Bologna, città dove ha vissuto per qualche tempo combinando guai, è finito in cella. I fatti per i quali il tunisino è stato condotto in carcere risalgono allo scorso 12 gennaio, quando, assieme ad un complice coetaneo, accoltellò in piazza Matteotti a tarda sera un connazionale, sfregiandolo al volto e rapinandolo di 150 euro. Hamza era stato identificato assieme al complice e per entrambi era in un primo momento scattata solo la denuncia a piede libero. Gli agenti, coordinati dal vice questore aggiunto Maria Antonietta Malandrino, erano risaliti all’identità dei due presunti accoltellatori nell’ambito delle indagini condotte anche sulla base della testimonianza della stessa vittima, che era stata subito ricoverata al «Maggiore», oltre che per la ferita d’arma da taglio al volto, anche per la lussazione ad una gamba, per la quale si era reso necessario un intervento chirurgico.

Dalla descrizione della stessa vittima e degli impauriti passanti che avevano assistito alla scena, i poliziotti erano risaliti ai due tunisini, ma solo Najeh Hamza era stato identificato con assoluta certezza. Per questo motivo solo per lui la denuncia si era tramutata in ordinanza di custodia cautelare. Ma, sentendosi il fiato sul collo, il tunisino aveva fatto perdere le proprie tracce, almeno fino ad ora. L’aggressione era scaturita da pregressi rancori riconducibili ad un diverbio tra l’accoltellatore e la vittima, avvenuto sempre nella stessa serata in un bar del centro storico. Da qui l’appostamento dell’aggressore nei pressi dell’abitazione della vittima con un’autentica imboscata conclusasi con l’accoltellamento.