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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:31 - Lettori online 1226
MODICA - 20/06/2013
Cronache - La presunta truffa di 400mila euro all’Inps sulle indennità spettanti agli invalidi

No a sequestro beni per Leontini e Minardo

Per gli indagati, tra utenti più o meno invalidi, medici, funzionari e politici, è prospettabile l’ipotesi di reato di falso in atto pubblico e truffa in concorso, ciascuno per le proprie responsabilità
Foto CorrierediRagusa.it

Rigettata dal tribunale della libertà di Ragusa la richiesta del procuratore Francesco Puleio del sequestro di beni ad Innocenzo Leontini e Riccardo Minardo (da sx nella foto) per la presunta truffa all’Inps di mezzo milione di euro, ovvero l’equivalente dei beni patrimoniali per cui la procura aveva avanzato la richiesta di sequestro. I giudici iblei si sono quindi uniformati alla decisione assunta in precedenza dal gip di Modica Maria Rabini, che aveva rigettato pure la richiesta di custodia cautelare per la restrizione della libertà personale. Anche in questo caso Puleio si è appellato ai giudici del tribunale della libertà di Catania, la cui decisione si conoscerà il prossimo 26 giugno. Le richieste di custodia cautelare erano state chieste pure per altri sette medici delle commissioni che accertavano le invalidità. Leontini e Minardo sono accusati di aver fatto da mediatori per parecchie richieste d’invalidità, alcune delle quali sarebbero state «ritoccate» per farle salire in graduatoria. Gli indagati sono in tutto 65, tra utenti più o meno invalidi, medici, funzionari e politici. Per loro è prospettabile l’ipotesi di reato di falso in atto pubblico e truffa in concorso.

I DETTAGLI DELLA VICENDA
Ammonta a circa mezzo milione di euro la presunta truffa all’Inps per cui la procura di Modica ha chiesto complessivamente sei ordinanze di custodia cautelare. Tra i destinatari anche gli esponenti politici Innocenzo Leontini, di Ispica, e Riccardo Minardo, di Modica, accusati di aver fatto da mediatori per parecchie richieste d’invalidità, alcune delle quali sarebbero state «ritoccate» per farle salire in graduatoria. Gli indagati sono complessivamente un centinaio, tra utenti più o meno invalidi, medici, funzionari e politici. Per loro è prospettabile l’ipotesi di reato di falso in atto pubblico e truffa in concorso, ciascuno per le proprie responsabilità. Le ordinanze di custodia cautelare richieste dal procuratore Francesco Puleio sono state però rigettate dal gip Maria Rabini. Da qui l’appello della procura al tribunale della libertà di Ragusa per quanto riguarda gli aspetti di natura finanziaria della vicenda, per probabili sequestri di carattere patrimoniale a carico degli indagati ammontanti all’importo della presunta truffa, e al tribunale della libertà di Catania per le eventuali restrizioni alla libertà personale degli indagati.

Innocenzo Leontini, raggiunto telefonicamente, si è detto sereno, dichiarando «d’aver ricevuto la notifica del provvedimento e di attendere fiducioso il pronunciamento dei magistrati». Irrintracciabile invece Riccardo Minardo, dal momento che il suo cellulare squillava a vuoto. Leontini confermò a suo tempo che la sede della sua segreteria politica di Ispica fu oggetto, il primo luglio 2010, di una ispezione da parte della Finanza, presumibilmente proprio in ordine a questa inchiesta. Le Fiamme gialle perquisirono pure gli uffici dell’Asp 7 di piazza Igea a Ragusa e la sede ragusana dell’Inps. Riccardo Minardo invece si disse all’oscuro di tutto. Per gli indagati, tra utenti più o meno invalidi, medici, funzionari e politici, è prospettabile l’ipotesi di reato di falso in atto pubblico e truffa in concorso, ciascuno per le proprie responsabilità e per il ruolo rivestito nella vicenda.

L’Inps sarebbe stata truffata in quanto ente erogatore delle indennità spettanti agli invalidi, o presunti tali. Maggiore è il grado di invalidità, più cospicuo è il sussidio mensile erogato dall’ente previdenziale. Il presunto meccanismo scoperto dalla Guardia di finanza sarebbe difatti consistito nell’inserimento di uomini «fidati» nelle commissioni mediche sanitarie preposte alle valutazioni del livello d’invalidità dei soggetti in graduatoria, «ritoccando» al rialzo le percentuali degli utenti compiacenti, che superavano in maniera illecita in graduatoria gli altri richiedenti onesti. Non a caso l’inchiesta prese le mosse dalla denuncia depositata in Procura da una persona affetta da menomazione, che, nella graduatoria finale per la valutazione della percentuale d’invalidità, si sarebbe vista scavalcare da altri soggetti con handicap ritenuti meno gravi dei suoi.