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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 624
MODICA - 03/06/2013
Cronache - Parla il dirigente del settore tributi Carpanzano dopo il caso delle bollette idriche "pazze"

Alla magistratura gli abusivi dell´acqua

Al vaglio anche le posizioni di altre 5mila utenze, che saranno raggiunte da provvedimenti coattivi
Foto CorrierediRagusa.it

Saranno segnalati alla magistratura gli utenti abusivi che non pagano le bollette dell’acqua, perché è prefigurabile a loro carico il reato di furto. Al vaglio anche le posizioni di altre 5mila utenze, che saranno raggiunte da provvedimenti coattivi. Il dirigente del settore tributi Angelo Carpanzano non si trincera dietro giri di parole e va al sodo: «Chi si illude – dice – che le sentenze dei giudici di pace possano costituire una sorta di nullaosta per continuare ad evadere a prescindere i ruoli idrici, sbaglia di grosso». Fuor di metafora, in questo ambito l’evasione dilaga, e qualche politico ha pure chiuso un occhio, tanto per essere eufemistici, traendo da tutto questo un prezioso «serbatoio» di voti. Ora la musica è cambiata, anche per via della crisi che impone ai comuni di fare cassa. «Il nostro obiettivo – prosegue il dirigente – resta quello di far pagare tutti per far pagare meno. Se è il caso impugneremo le sentenze del giudice di pace e se avremo sbagliato qualche procedura, ripeteremo l’iter nel modo corretto, ma quanto dovuto dagli evasori va comunque pagato.

Chi continuerà ad evadere da abusivo pur fruendo dell’acqua della condotta comunale, ne dovrà in extrema ratio rispondere ai giudici, perché segnaleremo i nominativi di quanti non si sono fatti vivi nonostante i ripetuti solleciti e i provvedimenti di pagamento coattivo. Abbiamo già stilato un corposo elenco. Anche i furbetti devono cominciare a svolgere il loro sacrosanto dovere di contribuenti e smetterla di gravare sui poveri cittadini che magari non riescono ad arrivare a fine mese e ai quali andiamo incontro dilazionando i pagamenti». Nei prossimi giorni una dettagliata relazione sul lavoro fin qui svolto dall’ufficio tributi sarà resa nota, ma nel frattempo Carpanzano anticipa qualche dato.

«Il contenzioso – dice il dirigente – è notevolmente diminuito e parecchie cause le abbiamo pure vinte. Anche queste sparute sentenze dei giudici di pace sono emblematiche di questo mio discorso: sono poco meno di una ventina i casi contestati, che, rapportati alle 52mila 376 bollette recapitate per il biennio 2010- 2011 alle circa 26mila utenze note o finora «sommerse», costituiscono una percentuale risibile dello 0,0381%. Praticamente una goccia nell’oceano. Le altre bollette sono corrette e vanno pagate, perché consentiranno di far introitare al comune qualcosa come sei milioni 130mila euro. La verità – aggiunge Carpanzano – è che qualche avvocato ci sta marciando su queste situazione, tentando di intorbidire le acque, tanto per restare in tema. Ma se è il caso noi andremo fino in Cassazione per ottenere quanto dovuto dagli evasori». In riferimento ai suddetti ruoli, il dirigente specifica che sono stati recapitati al domicilio degli utenti nei tempi e nei modi previsti per legge: il ruolo 2010 è partito nell’ottobre 2011, mentre quello del 2011 è partito nell’agosto 2012, con sei rate ulteriormente dilazionabili agli uffici preposti. I ruoli precedenti e relativi agli anni 2007, 2008 e 2009, tutti emessi nel 2010, sono peraltro già stati oggetto di attento controllo nell’aprile 2011 da parte della guardia di finanza, che, ad oggi, non ha riscontrato nessuna anomalia.

In queste settimane sono invece partire circa 10mila 250 bollette relative al solo canone idrico di 21 euro e 50 centesimi, senza il consumo, che sarà conteggiato in seguito, sulla base delle letture dei contatori già effettuate dai tre letturisti e dai due idraulici incaricati, ai quali dovrebbero aggiungersi a breve altre otto unità. Per il «sommerso», la stima di calcolo forfettario si aggira sugli 80 metri cubi di consumo d’acqua, 40 metri cubi in meno rispetto al consumo di una famiglia tipo. Tutto questo perché ci sono centinaia di contatori senza intestatario oppure privi di contratto, o addirittura manomessi. Ma tutti i nodi stanno venendo al pettine anche tramite i controlli incrociati all’anagrafe tributaria. La lettura dei contatori, che copre il 65% di quelli accertati (ma si punta al 100%), viene adesso effettuata annualmente, mentre prima ciò avveniva ogni due o tre anni. Dunque i furbetti hanno i giorni contati grazie al quotidiano lavoro svolto da una squadra mista composta da un ufficiale di polizia locale, dal responsabile dell’ufficio acquedotto e da un idraulico comunale. Carpanzano non ha dubbi: «Metteremo le mani nelle tasche degli evasori, a tutela e a vantaggio dei contribuenti onesti».

Nella foto da dx il dirigente Angelo Carpanzano e due suoi collaboratori