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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 722
MODICA - 20/05/2013
Cronache - Confessano i ladri di un bar - sala giochi, ma negano che il bottino sia stato di mille 500 euro

"Abbiamo rubato dalle slot, ma 260 euro"

Il terzo complice, B.L., 40 anni, di Floridia, per il quale era scattata solo la denuncia con presentazione periodica obbligatoria in commissariato per la firma, si era invece avvalso della facoltà di non rispondere Foto Corrierediragusa.it

Hanno confessato di aver «alleggerito» le macchinette videopoker del contante perché versavano in stato di bisogno: i tre ladri scoperti dalla polizia, due arrestati e uno denunciato, rubavano quindi nei bar – sale giochi per procurarsi i soldi per mangiare. E’ il sunto delle dichiarazioni rese dinanzi al gip del tribunale di Siracusa, che li ha interrogati per rogatoria, dai siracusani Massimiliano Mancarella e Edoardo Pocchi (da dx nella foto), di 38 e 57 anni. Entrambi hanno quindi ammesso i fatti di cui sono ritenuti responsabili, negando però che il bottino sia stato di mille 500 euro, come sostenuto dagli inquirenti, ma di «appena» 260 euro divisi in tre. Proprio il terzo complice, B.L., 40 anni, di Floridia, per il quale era scattata solo la denuncia con presentazione periodica obbligatoria in commissariato per la firma, si era invece avvalso della facoltà di non rispondere, facendo scena muta dinanzi al magistrato. Alla luce della loro piena confessione, invece, gli altri due complici finiti in manette restano per il momento gravati dalla misura cautelare.

Mancarella è rinchiuso nel carcere di Cavadonna, mentre Pocchi è ai domiciliari nella sua casa di Siracusa. Il difensore di fiducia Giovanni Favaccio, presente all’interrogatorio di garanzia svoltosi nel capoluogo aretuseo, avanzerà nelle prossime ore richiesta di revoca della misura cautelare per entrambi i suoi assistiti al gip del tribunale di Modica, competente per territorio. Il furto, difatti, si è consumato in un bar – sala giochi di Modica, anche se le manette sono scattate a Siracusa, da dove i ladri erano giunti in trasferta per compiere reati. Le indagini della polizia era scaturite dalla denuncia del proprietario del locale preso di mira dal terzetto, che agiva sempre a fine giornata, nelle ore preserali, quando i videopoker erano pieni dei soldi giocati dagli scommettitori. Per aprire le macchinette senza dare nell’occhio, i ladri si servivano di un mazzo di chiavi universali. Le loro mosse erano state riprese dalla videocamera di sorveglianza.