Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:45 - Lettori online 804
MODICA - 07/05/2013
Cronache - Il processo sui fatti verificatisi nel novembre 2011 nel locale notturno di piazzale Bruno

Rissa al "Joy Club": 8 modicani e vittoriesi rinviati a giudizio

Tutti gli imputati sono accusati di rissa pluriaggravata Foto Corrierediragusa.it

E’ sfociata in otto rinvii a giudizio la rissa scoppiata nel novembre 2011 nel locale notturno «Joy Club» di piazzale Bruno, poi proseguita nel parcheggio e che provocò il ferimento di quattro giovani di Modica tra i 19 e i 20 anni. Se le diedero di santa ragione un gruppo di modicani contrapposto ad una comitiva proveniente da Vittoria. Per quei fatti dovranno adesso comparire dinanzi al giudice otto ragazzi di età compresa tra i 20 e i 30 anni, accusati di rissa pluriaggravata.

La posizione di un nono imputato è stata stralciata, essendo minorenne. Di lui si occuperà difatti la procura del tribunale dei minori di Catania. Dinanzi al giudice del tribunale di Modica dovranno invece comparire i quattro vittoriesi Ivan Lo Monaco, 23 anni; Marco Ferma, 30 anni; Salvatore Fiaccavento, 22 anni, e Giovanni Saillat, 24 anni, difesi dagli avvocati Nunzio Palumbo, Francesco Vinciguerra e Gianluca Gulino del foro di Ragusa. Rinviati a giudizio pure i modicani Dario Cannata, 23 anni; i gemelli Emanuele e Francesco Buscema, di 22 anni, figli del sindaco di Modica Antonello Buscema e a quanto pare loro malgrado coinvolti nella rissa, e Gianmauro Solarino, 20 anni, difesi dagli avvocati Salvo Maltese e Vincenzo Iozzia del foro di Modica.

I quattro feriti, come accennato tutti modicani, dovettero ricorrere alle cure dei medici del pronto soccorso del «Maggiore», che diagnosticarono una prognosi di due settimane per escoriazioni al volto e alle mani. Pare che all’epoca la rissa fu originata dal classico sguardo di troppo ad una ragazza, con tanto di calci, pugni e bottiglie di birra «volanti». Quando intervenne la polizia, alcuni dei rissosi erano già riusciti ad eclissarsi, nonostante gli stessi buttafuori del locale si fossero prodigati nel tentativo di trattenere i partecipanti alla rissa. Uno dei tre vittoriesi poi fuggiti dal locale spintonò uno dei quattro modicani, colpendolo alle spalle e ferendolo alla testa. Immediata la reazione degli amici del ragazzo colpito: uno di loro sferrò un pugno in faccia all’aggressore. Poi arrivarono gli altri rissosi a dare manforte, fino a quando non furono divisi dai buttafuori, che chiamarono il 113. Il locale restò chiuso per qualche tempo a seguito di questi fatti, su disposizioni della Questura.