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MODICA - 30/04/2013
Cronache - La parte saliente della testimonianza resa in aula dal modicano di 19 anni

Processo a ultras del pestaggio a Belluardo

Imputati i siracusani Andrea Insolia, 25 anni, commerciante; Giuseppe Blundo, 28 anni; Angelo Alota, 44 anni, e Francesco Di Paola, 34 anni
Foto CorrierediRagusa.it

«Ho riportato conseguenze psicologiche, oltre che fisiche, per l’aggressione subita dai quattro ultras del Siracusa». E’ questa la parte saliente della testimonianza resa in aula da Ivan Belluardo (foto), 19 anni, modicano, preso a calci e pugni nel parcheggio di un supermercato da un quartetto di tifosi aretusei poche decine di minuti dopo il derby tra i padroni di casa e il Siracusa giocatosi il 17 settembre 2008. Il giovane, che si è costituito parte civile assieme alla madre con il patrocinio dell’avvocato Mario Caruso, ha ripercorso in aula gli avvenimenti per i quali sono imputati i siracusani Andrea Insolia, 25 anni, commerciante; Giuseppe Blundo, 28 anni; Angelo Alota, 44 anni, e Francesco Di Paola, 34 anni. All’epoca furono tutti arrestati, poi ammessi ai domiciliari e, successivamente, scarcerati. Sono accusati di lesioni gravissime aggravate da futili motivi e da sevizie e crudeltà. Il reato in origine ipotizzato era quello ben più grave di tentato omicidio, poi derubricato.

La vicenda destò allora parecchia eco, con l’allora prefetto Carlo Fanara che si recò di persona in ospedale per far visita al giovane, scusandosi ufficialmente per l’accaduto a nome di tutte le istituzioni. Belluardo, che riportò trauma toracico, facciale e addominale, ha confermato in aula di non essersi quel giorno recato al «Caitina» per vedere la partita, ma di essersi trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato, venendo aggredito senza apparente motivo dai quattro imputati che scesero da una «Fiat Punto» bianca. Una versione che cozza con quella fornita dal sostituto commissario Alessandro Casiraro, il quale ha riferito in aula che fonti confidenziali gli riferirono d’aver visto il giovane scagliare un sasso contro la «Punto», scatenando le ire dei quattro occupanti. Ma il poliziotto non poté continuare le indagini in quanto, come da egli stesso riferito in aula, fu esortato dal suo diretto superiore a godere di alcune ferie arretrate. Dopo l’audizione dei due teste, il giudice ha dunque rinviato il processo al prossimo 25 novembre.