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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:03 - Lettori online 1068
MODICA - 27/04/2013
Cronache - Nel processo con il giudizio abbreviato in udienza preliminare

Chiesti un anno e 10 mesi di carcere per l´estorsore Leone

Il gup Maria Rabini si è quindi ritirata in camera di consiglio e deciderà nelle prossime ore la sentenza

Un anno e dieci mesi di carcere: è la richiesta avanzata dal pm Alessia La Placa nel processo con il giudizio abbreviato in udienza preliminare a carico del 19enne Vincenzo Leone, difeso dall’avvocato Giovanni Favaccio. Il giovane finì in manette per la tentata estorsione ai danni di un anziano e facoltoso imprenditore modicano in pensione. Il gup Maria Rabini si è quindi ritirata in camera di consiglio e deciderà nelle prossime ore la sentenza. Leone agì con la complicità del 18enne Simone Amore, quest´ultimo a suo tempo solo denunciato, la cui posizione è stata stralciata, avendo il suo legale di fiducia scelto il rito ordinario.

La procura aveva invece disposto per entrambi i modicani il giudizio immediato, ma, per il suo assistito Leone, l’avvocato Favaccio aveva chiesto e ottenuto di poter accedere al rito abbreviato. Leone, accusato di estorsione in flagranza, si trova ancora ai domiciliari, dopo che anche i giudici del riesame di Catania, uniformandosi alla decisione del gip del tribunale di Modica, avevano rigettato la richiesta di revoca della misura restrittiva. Invece Amore, che, come accennato, se la cavò con una denuncia per favoreggiamento in tentata estorsione, è tutt’ora sottoposto all’obbligo di firma periodica in caserma. Proprio Amore fu bloccato dai militari mentre si trovava nei bagni pubblici dell’ex ufficio postale di corso Umberto I, dove Leone lo spedì per ritirare la busta con i duemila euro richiesti con una minacciosa lettera alla vittima. Ma Amore trovò ad accoglierlo i carabinieri, che poi egli stesso condusse al vicino bar, dove Leone aspettava tranquillo.