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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 988
MODICA - 23/04/2013
Cronache - Una tra le più imponenti operazioni antidroga internazionale condotta nel mar Mediterraneo

Valeva 8 milioni di euro la tonnellata di hashish sequestrata in mare

Ha agito la Guardia di finanza del comando provinciale di Ragusa su coordinamento della Procura di Modica
Foto CorrierediRagusa.it

Un fiume di droga che transitava via mare è quello scoperto e bloccato dalla Guardia di finanza del comando provinciale di Ragusa con l’operazione internazionale «Mare nostrum», concretizzatasi con sei arresti e il sequestro di poco meno di una tonnellata di hashish, oltre ai sigilli apposti alla nave «Osamn Hasretler», ancorata al porto di Pozzallo. Proprio le acque internazionali in cui è stata intercettata l’imbarcazione costituisce il crocevia per lo spaccio di droga nell’Africa nordorientale e in Libia, ovvero il tratto di mar Mediterraneo a 35 miglia da Malta. Nella nave turca erano stivati ben 855 chili di hashish suddivisi in 908 panetti del valore di circa 8 milioni di euro contenuti in sacchi di juta, alcuni dei quali erano stati buttati in mare dai marinai nel corso dell’inseguimento e poi recuperati dai finanzieri che hanno pure esploso dei colpi d’arma da fuoco in aria per rendere possibile il difficoltoso abbordaggio.

I componenti dell’equipaggio, cinque marinai di nazionalità turca ed un egiziano, sono stati ammanettati e rinchiusi nel carcere di Modica con l’accusa di traffico internazionale di sostanze stupefacenti. In un primo momento le persone arrestate erano cinque, oltre ad altri quattro giovani marinai posti in stato di fermo e successivamente risultati essere estranei ai fatti. I finanzieri hanno accertato che il quartetto apparteneva ad una scuola nautica di Alessandria, e si era imbarcato sulla nave per fare pratica, all’oscuro del fatto che la stiva fosse carica di droga. Per questa ragione i quattro egiziani sono stati rilasciati e accompagnati all’ambasciata d’Egitto a Roma per poi essere riportati a casa.

Decisiva è stata anche l’intercettazione di una comunicazione radio dei giovani marinai egiziani rimpatriati, dove comunicavano con sorpresa d’aver scoperto che la nave conteneva il carico illegale di stupefacente. I quattro egiziani risultati estranei ai fatti avevano difatti sospettato che ci fosse qualcosa che non andava dopo aver notato che i mezzi navali della Finanza seguivano da qualche giorno l’imbarcazione. Questa operazione condotta in acque internazionali fa il paio con l’altro maxi sequestro di 20 tonnellate di droga avvenuto poche ore dopo in acque nazionali al largo di Marsala. L’operazione «Mare Nostrum» è stata invece resa possibile grazie all’autorizzazione giunta da Ankara in base alla costituzione di Vienna delle Nazioni unite in materia di traffico di stupefacenti.

Un’autorizzazione rilasciata dalle autorità turche e indispensabile per poter procedere in acque internazionali, con la collaborazione dell’ambasciata d’Egitto a Roma. L’operazione, coordinata dalla procura di Modica, ha dunque inferto un duro colpo al traffico internazionale di droga via mare, consentendo di poter fermare la nave con l’autorizzazione internazionale giunta in extremis a conclusione di un inseguimento durato alcuni giorni. I dettagli sono stati illustrati dal procuratore Francesco Puleio, dal comandante provinciale delle Fiamme gialle Francesco Fallica, dal tenente colonnello Cristino Alemanno del gruppo aeronavale di Trapani, all’omologo Alessandro Santarelli della stazione navale di Palermo, dal tenente Silvia Patrizi della tenenza delle Fiamme gialle di Pozzallo e dal luogotenente Salvatore Campisi della sezione operativa navale della cittadina marinara.

Nella foto in alto da sx Patrizi, Santarelli, Alemanno, Puleio, Fallica e Campisi