Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 432
MODICA - 22/04/2013
Cronache - La vicenda delle firme false in lista alle Provinciali 2007 che ha coinvolto pure Failla e Calvo

Rinviato a giudizio il vice sindaco di Modica

All’assessore comunale vengono contestate due firme fasulle apposte nella lista «Barone presidente» Foto Corrierediragusa.it

Ancora un rinvio a giudizio per l’ennesimo caso di firme fasulle in liste elettorali in provincia. Dopo il già vice presidente del consiglio provinciale e consigliere comunale di Modica Sebastiano Failla e il segretario regionale del Partito Repubblicano Italiano Gino Calvo, toccherà stavolta anche al vice sindaco e assessore allo sviluppo economico del comune modicano Nino Frasca Caccia (foto) comparire dinanzi al giudice il prossimo luglio, come deciso dal gup Maria Rabini. Anche Frasca Caccia, così come Failla e Calvo, dovrà chiarire la sua posizione sui presunti fatti verificatisi nel 2007, in riferimento alle elezioni del consiglio provinciale del 13 e 14 marzo e per la candidatura alla presidenza della provincia.

A Nino Frasca Caccia viene contestata l’autenticazione di due firme fasulle apposte nella lista «Barone presidente». I due sottoscrittori, come fu scoperto in seguito, avevano apposto la loro firma pure in un’altra lista, sostenendo che quelle presenti nella lista «Barone presidente» e autenticate da Frasca Caccia fossero apocrife. L’imputato, difeso dall’avvocato Salvo Maltese, sostiene di aver autenticato le presunte firme false solo dopo che i due sottoscrittori avevano esibito i rispettivi documenti: carta d’identità e patente, i cui numeri seriali corrispondono senza ombra di dubbio alle generalità, a sostegno della tesi difensiva secondo cui i sottoscrittori avrebbero in un secondo tempo disconosciuto la loro calligrafia in quanto scoperti ad aver apposto le rispettive firme anche in un’altra lista, circostanza questa vietata per legge, sostenendo nella lista «Barone presidente» le firme fossero state apposte falsamente da qualcun altro.

Una circostanza esclusa da Frasca Caccia, che, come accennato, era in possesso dei numeri seriali dei documenti d’identità presentati dai sottoscrittori all’atto dell’apposizione della firma. Anche Failla è stato rinviato a giudizio per la circostanza analoga di una firma falsa riconducibile ad una donna di Pozzallo. Lo stesso Failla, in sua difesa, ha sostenuto che un grafologo ha già accertato che le due firme della donna nelle altrettante liste in oggetto, tra cui quella di sua competenza, sono identiche, escludendo la circostanza della falsificazione.

Se nel caso di Failla pare che la sottoscrittrice fosse in buona fede nell’aver apposto la firma in due liste diverse, bisogna accertare questa circostanza pure nel caso di Frasca Caccia, che, comunque, si dice sereno anche perché, documenti alla mano, il difensore sarà in grado di dimostrare in aula che le firme in calce alla lista di sua competenza sono state apposte dalle stesse persone le cui generalità risultavano dai documenti esibiti allo stesso Frasca Caccia.


precisazione
23/04/2013 | 14.49.30
ninofrasca caccia

Non ho assolutamente detto o inteso dire di voler denunciare qualcuno per calunnia o diffamazione. Chiarirò solo la mia posizione nei modi e termini di legge attraverso il mio legale di fiducia.