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Venerdì 2 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 676
MODICA - 30/03/2013
Cronache - Svolta positiva nelle ricerche dell’uomo scomparso a Modica martedì scorso

Antonino Profetto ritrovato in c.da Aguglie: è in ospedale

E’ disorientato e viene assistito dai medici del Maggiore. La Polizia lo interrogherà per capire i motivi del suo allontanamento da casa

La polizia sta cercando di fare chiarezza sugli ultimi movimenti di Antonio Profetto, 51 anni, titolare di una pizzeria, che è stato ritrovato stamane a quattro giorni dalla sua scomparsa. L´uomo si trova attualmente all´ospedale Maggiore per accertamenti ed è apparso ai familiari ed agli stessi poliziotti in stato confusionale pur se in buone condizioni fisiche. Si sono appresi nel frattempo alcuni dettagli del suo ritrovamento. L´uomo ha telefonato ai suoi familiari per avvertirli grazie all´aiuto richiesto ad una famiglia residente in contrada Aguglie.

E´ qui, infatti, che Antonio Profetto, è arrivato alle prime luci dell´alba dopo avere vagato a lungo; ha bussato alla porta chiedendo aiuto dicendo chi era e perchè si trovava lì. Poi gli agenti del commissariato di Modica, avvertiti dai familiari, hanno preso in mano la situazione per capire i movimenti e soprattutto le motivazioni che hanno spinto Antonio Profetto ad allontanarsi. Troppo presto ancora perchè i medici hanno chiesto di non sottoporre ad ulteriore stress l´uomo e la polizia si riserverà dunque di interrogarlo più in là.

La nota positiva è che Antonio Profetto è vivo e potrà trascorre la Pasqua con i suoi familiari dopo quella che appare una brutta avventura. Ovviamente tutto il piano operativo programmato per la giornata di oggi è stato revocato e le ricerche ufficialmente chiuse dalla Prefettura. Il caso Profetto è chiuso.

LE RICERCHE
Le operazioni di ricerca, coordinate dalla Prefettura di Ragusa, si sono avvalse anche di otto unità cinofile ed un mezzo aereo leggero della Protezione civile regionale che ha sorvolato anche le zone più impervie. Alle ricerche ha dato il suo supporto anche la moglie di Antonino Profetto che ha denunciato la scomparsa del congiunto nella giornata di giovedì dopo che il marito non è rincasato martedì sera. Si vagliano tutte le ipotesi ed i minimi particolari per cercare di scoprire la pista giusta.

LA CRONACA DELLA SCOMPARSA E DELLE RICERCHE DI QUESTI GIORNI
La sua «Nissan Micra» verde abbandonata, con le chiavi ancora inserite, nelle campagne al confine tra Modica e Ispica è al momento l’unica traccia lasciata dal modicano Antonino Profetto , 51 anni, sposato e padre di 2 figlie, professione ristoratore. Dell’uomo si sono perse le tracce dalla serata di martedì, quando la figlia lo ha cercato al cellulare, al quale Profetto non ha risposto. L’apprensione dei familiari è cresciuta nelle ultime ore, visto che il modicano non ha dato notizie di sé e il telefonino risulta spento.

Inevitabile la denuncia alle forze dell’ordine, che stanno conducendo le ricerche, partendo proprio dalla zona del ritrovamento dell’auto, tra le contrade Graffetta e Lanzagallo. Proprio alla cellula di un ripetitore di telefonia mobile di quell’area è risultato agganciato il telefonino di Profetto, prima che venisse spento. Polizia, Carabinieri, vigili urbani, vigili del fuoco e protezione civile stanno rastrellando le campagne, con l’ausilio di un elicottero e di unità cinofile. Le ricerche sono condotte con il coordinamento della Prefettura. Anche gli amici dello scomparso stanno fornendo il loro contributo.

Bisogna stabilire se l’uomo si sia allontanato di sua volontà oppure sia stato costretto e cosa sia andato a fare in quella zona isolata. Antonino Profetto ha in passato gestito un ristorante e adesso è titolare di una pizzeria in contrada Pietre Nere, nei pressi di Cava d´Ispica. Martedì era il giorno di chiusura.

La zona dov’è stata ritrovata l’auto è piuttosto impervia e non si esclude che l’uomo possa essere caduto in qualche precipizio forse a causa di un malore. Profetto negli ultimi giorni appariva più pensieroso del solito, forse a causa di pressanti problemi economici e di qualche problema di salute. Anche l’ipotesi di un insano gesto, seppure remota, non viene dunque scartata a priori.