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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:38 - Lettori online 806
MODICA - 04/04/2008
Cronache - Modica - La singolare vicenda giudiziaria di Hady Ali

Il fratello non lo vuole a casa:
tunisino violento resta in cella

L’imputato ha patteggiato 10 mesi e 20 giorni di reclusione Foto Corrierediragusa.it

Niente da fare per il tunisino arrestato due settimane fa dai Carabinieri a Scicli per violazione di domicilio, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. Il fratello non l’ha voluto in casa con sé e così Hady Ali dovrà scontare la pena non ai domiciliari, ma dietro le sbarre. Ieri si è celebrato in tribunale il processo direttissimo nel corso del quale l’imputato ha patteggiato, con il consenso del pm Diana Iemmolo, 10 mesi e 20 giorni di reclusione.

La difesa aveva proposto al giudice Patricia Di Marco la concessione dei domiciliari, ma il fratello di Hady Ali, unico parente residente in città, si è rifiutato di ospitarlo nella sua abitazione. Il tunisino resta quindi rinchiuso a Piano del Gesu. L’immigrato, senza fissa dimora, si era presentato nell’abitazione di un anziano in via D´Azeglio, entrando con la forza per tentare di parlare con la figlia dello sciclitano.

La ragazza, a quanto pare, aveva deciso di non frequentare più l’iracondo tunisino. Quest’ultimo, stante il rifiuto dell’anziano a farle vedere la figlia, aveva inveito contro il malcapitato e anche contro i militari che nel frattempo erano stati chiamati dai vicini di casa. Il tunisino aveva provocato ai carabinieri lesioni guaribili in una settimana. Nonostante l’evidenza dei fatti, Hady Ali si era proclamato innocente.