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Lunedì 26 Febbraio 2018 - Aggiornato alle 23:26
MODICA - 23/03/2013
Cronache - Il branco ha fatto una strage in un’azienda agricola di contrada Martorina - Lanzagallo

Cani randagi sbranano agnello e pecora

L’ovino è stato fatto a pezzi. Di un capretto di sono perse le tracce.
Foto CorrierediRagusa.it

Un agnello sbranato, un capretto disperso e una pecora gravida soppressa perché ferita in maniera grave per sfuggire all’assalto del branco. I randagi famelici sono tornati a farsi vivi e il bilancio di questa «incursione» verificatasi nelle campagne modicane al confine con Ispica, di cui ne hanno fatto le spese i poveri ovini ricorda che questo problema non va preso sottogamba. I cani vaganti, resi pericolosi dai morsi della fame, potrebbero aggredire pure le persone, come accadde nella tragica vicenda di contrada Pisciotto, verificatasi proprio nel mese di marzo di quattro anni fa, con il piccolo Giuseppe Brafa sbranato vivo ad appena dieci anni e una giovane turista tedesca rimasta con il volto sfigurato. Nonostante il problema randagismo, il nuovo canile sulla Modica – Pozzallo resta chiuso, perché mancano i soldi per gestirlo. I randagi hanno colpito in contrada Martorina – Lanzagallo, ai danni di un’azienda agricola.

L’agnello, «vittima sacrificale» per antonomasia in questo periodo pre pasquale, è stato letteralmente fatto a pezzi. La pecora, invece, è finita in fondo ad un precipizio per sfuggire al branco. L’ovino è stato ritrovato ancora vivo dallo stesso pastore e quindi faticosamente issato con l’impiego di funi. Poi la necessità di sopprimerlo per porre fine alle sue sofferenze. La medesima zona era stata teatro lo scorso agosto di un altro «assalto» dei randagi, che, anche quella volta, sbranarono un capretto di 30 chili e una pecora di 80 chili.