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MODICA - 13/03/2013
Cronache - Nuova contestazione della pubblica accusa nel processo sulla tragedia del Pisciotto

Cani assassini: aggravante di omicidio colposo per 5

In questo modo si «appesantisce» l’eventuale pena e si allungano i tempi di prescrizione

Contestata dalla pubblica accusa l’aggravante dell’omicidio colposo per cinque dei sette imputati nel processo scaturito dalla morte del piccolo Giuseppe Brafa, sbranato vivo dai cosiddetti «cani assassini» nel 2009. E’ il dato saliente dell’udienza di ieri mattina. E’ stato il pm Alessia La Placa a contestare l’aggravante, su richiesta della parte civile, in particolare dell’avvocato Enrico Trantino del foro di Catania. In questo modo si «appesantisce» l’eventuale pena e si allungano i tempi di prescrizione per l’imputato Virgilio Giglio, a suo tempo finito in manette per le responsabilità indirette nella morte del bimbo di appena dieci anni.

Possibile pena più «pesante» e tempi di prescrizione allungati anche per gli altri destinatari dell’aggravante: l’ex sindaco di Scicli, Giovanni Venticinque, e i tre veterinari dell’Asp Saverio Agosta, Antonino Avola e Roberto Turlà. La contestazione dell’aggravante non ha invece riguardato Salvatore Calvo e Giuseppe Pisana, entrambi dipendenti comunali di Scicli. Dalle testimonianze di ieri è inoltre emerso che se non ci fosse stato in corso un contenzioso tra il comune di Scicli e la «Dog professional» per le somme arretrate dovute dall’ente alla ditta che si occupava della cattura dei randagi, probabilmente non si sarebbe verificata la tragedia del Pisciotto, visto che i cosiddetti «cani assassini» sarebbero già stati ingabbiati molti mesi prima.

Proprio a causa del credito vantato con l’ente sciclitano, invece, la «Dog professional» si rifiutò di rispettare la convenzione, non intervenendo nonostante le reiterate richieste. L’avvocato Fabio Borrometi ha intanto chiesto l’acquisizione agli atti delle riprese dei luoghi della tragedia effettuate a suo tempo da una troupe televisiva. Il collegio penale presieduto dal giudice Antongiulio Maggiore si è riservato di decidere, rinviando il processo al 29 maggio.